Cronaca di famiglia

Cronaca di famiglia

Stepan Michajlovic Bagrov, nonno dell’autore, a metà Ottocento è costretto a trasferirsi “dagli aviti possedimenti” di Simbirsk nelle sterminate terre della Baškiria con la sua famiglia e i suoi servi contadini, alla ricerca di spazio, pace, terra da coltivare, grano da macinare. Tutto è nuovo e diverso, a contatto con la natura, le acque, i cavalli, gli animali, tutti protagonisti di posti selvaggi ed incantevoli che lo consolano dalla perdita della “superba bellezza cittadina” e gli regalano anche prospettive di vita differenti. Lui, arcigno e irascibile, comincia a gestire e governare tutto, a controllare la vita della campagna col pugno fermo del patriarca che però dispensa indicazioni con buon senso ed è capace anche di farsi apprezzare e benvolere. La nuova vita trascorre con normalità per tutta la famiglia, la moglie, le figlie e soprattutto il timido figlio. Proprio dall’amore fra il giovane rampollo e la bella e colta Sofia Nikolaevna nasce l’erede della famiglia Bagrov, il piccolo Sergej che è il ritratto dello stesso autore. La colonizzazione è iniziata...

Adelphi ripropone il primo - per adesso - dei tre volumi con i quali Sergej Timofeevič Aksakov ha deciso di ripercorrere le vicende della vita della sua famiglia, partendo dalle storie che hanno coinvolto i suoi nonni e suo padre. Per l’occasione i nomi reali sono stati leggermente modificati. Nel lungo romanzo, tanto denso quanto lento, Aksakov descrive l’insediamento e la colonizzazione delle terre interne della Russia con lo stesso lirismo e carica epica della Bibbia e dei poemi omerici. L’ambientazione del romanzo ricostruisce e ripercorre le pulsioni sociali della società agricola russa della seconda metà dell’ottocento, in un periodo di particolarmente fermento e scontro fra il popolo dei campi e la vecchia aristocrazia russa: sono ricostruiti i preludi delle tensioni con una certa simpatia per la società contadina. La vita in campagna è descritta con toni quasi bucolici, si fanno feste, si mangia, si sciolgono e si dissolvono le asprezze della vita in modo che tutto scorra senza particolari tensioni. A differenza di Gogol e Turgenev che ne stimolarono la scrittura, Cronaca di famiglia non vuole essere una critica sociale o una rampogna, probabilmente perché Aksakov scrisse questo romanzo ormai sessantacinquenne, dunque lontano dai fervori giovanili e molto più vicino al carattere del vecchio patriarca, burbero ma anche benevolo. Per questo prevale il solo ed unico desiderio di narrare le storie per come sono accadute, rinunciando ad ogni distorsione critica, in modo piano e piacevole. Sicuramente è importante questa riedizione in ebook di Adelphi, per un romanzo che è diventato a giusta ragione un classico della letteratura ottocentesca russa.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER