Salta al contenuto principale

Dato che me lo avete chiesto in tantissime

Annamaria Mazzola, in arte Annie (con “ie”, sia chiaro), classe 1991, è una ragazza come tante, amante della moda, volto noto di Instagram. Partita dai social, è arrivata sulle passerelle. E dopo vari anni passati tra una Fashion Week e l’altra, a rincorrere (letteralmente) gli isterismi e le follie di tutti gli addetti ai lavori (e non solo), Annie ha deciso di lasciare il suo amore per dedicarsi ad altro, la Radio. Un’esperienza che le è valsa ancora più notorietà, soprattutto sui social (e il cerchio si chiude). Per questo non ha saputo resistere alla richiesta dei suoi follower urlanti quando hanno iniziato a invocare un libro. Sì, proprio un libro. Come ogni influencer che si rispetti e per non deludere le aspettative dei suoi fan, visto che gliel’hanno chiesto in tantissimi (stavolta davvero, mica come succede con tante influencer che lo dicono anche se nessuno ha chiesto loro proprio un bel nulla!), Annie l’ha fatto. Annie ha proprio scritto un libro, che a sua detta sarà anche l’ultimo. Avvertenze prima della lettura? Essere dotati di spirito critico e di sufficiente ironia e auto-ironia, per affrontare un viaggio nel mondo della moda e dei social, fatto di “tipi” umani, frasi fatte, immagini di vita tutt’altro che reale e, a volte, anche piuttosto noiosa…

Il capitolo sugli hashtag più usati e abusati di Instagram, la descrizione dei vari tipi di Instagram, dal drogato di CrossFit all’eterno #traveller stanco, sono tra le parti migliori e tra le più divertenti di un libro che potremmo considerare la perfetta descrizione del nostro mondo. In Dato che me lo state chiedendo in tantissime Annie Mazzola, nota conduttrice radiofonica, facendo un po’ il verso al mondo degli influencer, che nascondono dietro questa frase velati (e non velati) messaggi pubblicitari, ci delizia facendo una carrellata del meglio e del peggio del mondo della moda e dei social. Dall’uso sconsiderato degli hashtag alle foto fatte con lo stampino alla ricerca di like facili, fino alle colazioni da set cinematografico, in cui lo yogurt troppo bianco fa da sfondo a frutti rossi troppo rossi. Per non parlare dell’esasperazione degli inglesismi o dei vari “ne abbiamo”, “anche meno” e “se ti capita”. Un manuale della società odierna che fa l’autopsia, anche linguistica, a un mondo nuovo, quello in cui decidiamo di mostrare la nostra vita, o almeno la vita che vorremmo. Un libro che descrive una società così assurda ed eccessiva da sembrare romanzato. E però… non lo è.