Via delle Magnolie 11

All’11 di Via delle Magnolie, a due passi dal lago Maggiore, sono tutti parenti: Stella Marina occupa la mansarda, sotto c’è nonna Maddalena con la cugina Claudia, in esilio spontaneo dal Veneto per pene d’amore e giù stanno zii e genitori di Stella Marina. C’è pure un altro appartamento, nella palazzina, anche quello di proprietà della famiglia ma affittato a un ingegnere belloccio che fa battere all’impazzata il cuore della giovane cassiera Stella Marina. Come sedurlo è la sua massima preoccupazione finché una notizia sconvolgente turba la quiete della famiglia: il legittimo proprietario dell’appartamento dato in fitto, un cugino americano, ha deciso di venire a riscattarlo perché ha un lavoro da fare a Milano. Dannazione! Per anni i parenti italici si sono intascati l’affitto senza dire una parola ai parenti a stelle e strisce, ora che fare? Bisognerebbe sbattere fuori l’inquilino ma il giovane cuore di Stella Marina cadrebbe in pezzi. La ragazza non si perde d’animo: che ne capiscono gli americani di codici e testamenti italiani? Lei si trasferirà momentaneamente da nonna Maddalena e al cugino americano faranno credere che il suo appartamento sia la mansarda. Una piccola rinuncia ma temporanea, in attesa che il ragazzo finisca la sua trasferta e il piano di seduzione ai danni del bel Lorenzo renda Stella Marina felice e contenta. Peccato che lui nel frattempo, tra un’occhiata languida e un ammiccamento, si presenti a casa con una sedicente fidanzata. Che tutto il piano sia miseramente fallito?

Chi pensa che la provincia italiana sia angusta e noiosa, sbaglia. O non ha letto questo romanzo, il primo di una trilogia. Altro che i Baggins e il loro anello: qui c’è di che star svegli la notte. La narrazione segue la famiglia Boscolo, collocata principalmente nella provincia piemontese e veneta, ma ci si ritrova Oltreoceano e un teaser fa intravedere un ramo inglese della storia. I Boscolo sono tanti, come nella migliore tradizione italiana, con cugini di cugini un po’ ovunque, tutti pronti ad attivarsi con un colpo di telefono in soccorso della famiglia. Non importa quale sia il piano, se serva mentire, sabotare, magari fare un piccolo danno, prima viene la famiglia. Non è che siano proprio dei delinquenti, nulla a che fare coi Corleone ma quanto a furbizia e sistemi di sopravvivenza, hanno molto da insegnare. Un’umanità dotata di tanto, troppo? senso pratico, ironia, dipinta con colori volutamente eccessivi e qualche volta caricaturali, che suscita una straordinaria simpatia. Che se ne approvi o meno lo stile di vita, i Boscolo sono diabolici, arruffoni, rumorosi, incasinati. In una parola, divertenti. Divertente è anche pensare che questo e gli altri due romanzi sono nati in pieno lockdown, come la stessa autrice ha raccontato: un romanzo a puntate, che si è arricchito man mano che veniva scritto, commentato, aggiustato dalle recensioni online dei lettori. Un romanzo quasi corale in cui però si riconosce la lucidità e l’esperienza di una penna ironica e acuta che dirige tutti i complicati passaggi e cambi di scena, palme comprese.

 


 

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