Distanza di sicurezza

Distanza di sicurezza

La nonna di Amanda diceva sempre che un figlio va tenuto a distanza di sicurezza, cioè mai troppo lontano, in modo da poter intervenire subito se è in pericolo. È per questo che Amanda non perde mai di vista la piccola Nina, anche ora, nella quiete della campagna, dove si sono trasferite per prime dalla città sporca e affollata, in attesa che arrivi anche suo marito. Vicino alla loro casa vive una famiglia molto simile alla loro: Carla, la madre, David, un bambino coetaneo di Nina, e il padre Omar, allevatore di cavalli. Carla e David irrompono nella vita di Amanda e Nina da subito, trascorrendo insieme alcuni pomeriggi in piscina, ma dopo brevissimo tempo accade una tragedia: David si infortuna in modo misterioso e la madre, invece di rivolgersi al medico, si reca con lui presso una fattucchiera del posto, che sembra sconvolgere del tutto l’equilibrio psicofisico del bambino. Amanda, venuta a sapere di ciò che è successo, ne rimane profondamente turbata e si convince che in quel luogo, tutto a un tratto divenuto per lei oscuro e inquietante, la distanza di sicurezza che la lega a Nina sia insufficiente allo scopo...

Samanta Schweblin (Buenos Aires, 1978) intreccia i fili di Distanza di sicurezza partendo da lontano, da un letto di ospedale dove la protagonista Amanda giace nel delirio e cerca di ricostruire ciò che – in un pugno di pochi, fulminanti giorni – è accaduto a lei e alla figlia Nina, immaginando di avere a fianco David, il bambino la cui sorte indecifrabile l’ha resa inquieta e apprensiva. Ciò conferisce una certa originalità a questo breve romanzo – che in verità potrebbe essere considerato un racconto lungo - in cui il lettore si trova al fianco del personaggio, impegnato come lui (lei, nel caso specifico) a cercare la verità attraverso un dialogo immaginario e tuttavia concreto, con un serrato flashback che condurrà gradualmente alla comprensione, almeno parziale, dei fatti. Del resto, la stessa autrice ha dichiarato in un’intervista sul blog “The short form” che “ritmo e tensione” sono quello che la attira di più nella scrittura, mentre la critica ha paragonato il suo stile a quello di Raymond Carver, per il caratteristico esordio in medias res e lo spunto preso da situazioni di vita comune, insieme alla preferenza per una narrazione che non spieghi la trama, bensì offra indizi e mantenga alta la suspence. Inoltre, in Distanza di sicurezza, sono interessanti la tematica materna e quella ecologica, declinate in modo peculiare.



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