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Donne bellissime

Donne bellissime

È una fredda notte di marzo, il cielo è coperto da pesanti nuvole ed ogni cosa è avvolta da una nebbia densa e fitta. L’atmosfera rispecchia perfettamente i pensieri del guardiano del cimitero. Ad un certo punto un rumore cattura la sua attenzione: è un pellegrino che si è perso a causa di quella foschia che cela ogni cosa. Ma come ha fatto il viandante ad entrare nel cimitero e raggiungere il guardiano se tutti i cancelli sono chiusi? Lui non è quello che sembra… È un noioso e afoso giorno di agosto quando nonno e nipote si mettono in cammino per arrivare in un altro paese. Durante il viaggio si fermano presso la dimora di un ricco armeno, loro conoscente, per dar da mangiare al cavallo. È qui che il giovane ragazzo la vede per la prima volta: Mašja ha sedici anni ed è talmente bella che neanche un pittore riuscirebbe a renderle giustizia. Nonno e nipote restano ammaliati da tanta perfezione e si consacrano alla sua contemplazione… L’amico di Nadja cerca di convincerla ad andare in slitta insieme. La donna non è convinta, ha troppa paura di cadere, ma alla fine cede alle continue richieste. La slitta corre veloce sulle soffici dune bianche e all’improvviso Nadja sente, come un sussurro nel vento, le parole “Ti amo”. Stupita e confusa, è quasi certa che a pronunciarle sia stato l’amico e allora riprova a scivolare con lui sulla neve per vedere se questa volta troverà il coraggio di dichiararsi. Ma sarà davvero così?

Donne bellissime è una raccolta di tre racconti scritti da Anton Čechov e per lo più sconosciuti. Tutte queste storie sono accumunate da un unico elemento, ovvero la bellezza, che può tramortire e spaventare, che pietrifica e annebbia la mente, che è illusoria e meschina. Le donne protagoniste in tale raccolta sono per lo più passive ma capaci di far scaturire emozioni forti e contrastanti tra loro. Questi tre racconti sono piuttosto brevi ma portano con sé un profondo significato, impossibile da ignorare. Le opere dello scrittore russo non hanno mai risposte immediate: infatti ogni racconto non ha una vera e propria fine ma termina in maniera enigmatica, proprio nel momento in cui il lettore si pone le domande per comprendere il comportamento dei personaggi, il motivo delle loro azioni. Ma l’assenza di una risposta vuole sottolineare il fatto che nella vita reale non esistono spiegazioni che giustifichino l’agire umano: tutto è confuso e il più delle volte irrazionale. Le storie raccontate da Čechov non sono mai semplici e spesso egli descrive eventi destabilizzanti che innescano dei sentimenti di compassione verso i personaggi protagonisti. Leggere Čechov significa interpretare la mente dell’uomo, immersa nella sua istintività: ciò che egli rappresenta non è altro che la realtà.