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Dopo le bombe

Dopo le bombe

“Non so come ma ho la certezza che con la strage di pochi giorni fa, l'orrendo coro dei giornali e questo assassinio del Pinelli, è davvero finita un'età, cominciata ai primi del decennio”, scriveva Franco Fortini nel suo racconto-testimonianza, uscito proprio poco dopo la terribile bomba di Piazza Fontana a Milano, dal titolo I funerali di Pinelli… Lisbona, 1974. È sbocciata la cosiddetta “rivoluzione dei garofani”, il regime autoritario di Salazar giunge al termine e con esso anche il sistema di polizia segreta che era stato messo in piedi, la cosiddetta PIDE. Quella che sembra una delle loro basi è in realtà la sede di un’agenzia di stampa, al suo interno ci sono documenti inediti che parlano anche un po’ italiano: spuntano infatti i nomi di alcuni collaboratori, ne parlerà il settimanale “L’Europeo” poco dopo con un’inchiesta choc… Nel 1969 le tensioni tra mondo sindacale e industriali sono altissime. Le bombe del 15 aprile alla Fiera campionaria di Milano, quelle dell’8 e del 9 agosto su differenti convogli ferroviari. Attentati non rivendicati, che inducono i leader di molti partiti politici a domandarsi se si sia vicini a un mutamento decisivo del quadro politico e sociale e una deriva terroristica importante. Ci sono rapporti segreti che raccolgono documenti e testimoniano anche un filo comunicativo tra l’intelligence italiana e un mondo sommerso, ambienti legati all’eversione. Il rapporto dell’agente Z, ad esempio…

Diverse generazioni di storici si incontrano e offrono il loro punto di vista sulla strage di Piazza Fontana, su come abbia cambiato l’andamento dei fatti del nostro Paese, su come sia stata raccontata. Il risultato è una raccolta di saggi, un testo forse più tecnico che divulgativo, pieno di sfaccettature, ma che stimola indubbiamente la riflessione su aspetti non ancora sviscerati del tutto. “Partire dall’oggi per capire, 50 anni dopo le bombe, cosa rimane di Piazza Fontana e come raccontarla, fornendo un quadro completo del contesto storico e strumenti di studio, analizzando l’origine delle storture attuali dell’immaginario collettivo e della memoria pubblica e privata, per spiegare in primis alle generazioni di ventenni – e trentenni – di oggi, perché questa storia continua a essere la loro, e anche la nostra”: questo l’obiettivo del lavoro corale Dopo le bombe. Piazza Fontana e l’uso pubblico della storia, pubblicato dalla casa editrice Mimesis. Per ragioni differenti tutti gli autori questa vicenda la conoscono bene. Aldo Giannuli, ad esempio, è stato consulente per la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Stragi mentre lo storico Davide Conti ha collaborato con le procure di Bologna e di Brescia. In molti hanno fatto parte del laboratorio di analisi storica Lapsus che realizza strumenti didattici, documentari e altri progetti, e già avevano affrontato in varie produzioni il tema della strategia della tensione. Nella vasta bibliografia su Piazza Fontana, questo saggio a più voci si caratterizza per l’attenzione marcata all’ “uso pubblico della storia”, come riferisce il titolo, rifacendosi a quell’espressione che Habermas utilizzò in senso negativo riguardo al dibattito sulla Germania nazista. “Appare sempre più evidente come il taglio interpretativo dell’evento sia stato funzionale a logiche di schieramento e a concordate convenienze”, scrive Mirco Dondi nella postfazione al volume. Come la “controinformazione dell’estrema destra” abbia condizionato la narrazione dei fatti, ad esempio, è l’argomento del capitolo a cura di Elia Rosati, che di estrema destra in Italia ha scritto in altri due lavori, Storia di Ordine Nuovo, con Aldo Giannuli, nel 2017 e CasaPound Italia. Fascisti del terzo millennio nel 2018, sempre per i tipi di Mimesis. La pista atlantica, il primo saggio a cura di Giannuli, invece, guarda a cosa è successo anche nel resto dell’Europa e allarga gli orizzonti dell’analisi. Erica Picco e Sara Troglio, ancora, raccontano come questi eventi sono riportati nei manuali scolastici, un modo per “conoscere direttamente cosa viene insegnato a una percentuale significativa degli italiani sui protagonisti, le dinamiche, le responsabilità e le conseguenze di quel periodo”. E infine, Fabio Vercilli offre una “cassetta degli attrezzi” per affrontare lo studio e l’analisi della strage e di tutto ciò che è seguito, una cronologia degli eventi e una bibliografia ragionata.