Dubliners 100

Dubliners 100

Un ragazzo abbandonato dai genitori emigrati in Canada è ospitato malvolentieri dagli zii. Nella vecchia casa occupa la stanza del cugino morto, della scuola ancora non se ne parla e per ingannare il tempo gironzola per i parchi della zona. L’unica distrazione, quasi un’ossessione: è il vicino di casa, un ragazzo un po’ più grande con la faccia selvaggia e i peli delle gambe incrostati sotto la divisa da rugby… Conor ha il vizio di tirarsi giù la maglietta, una cosa automatica per le persone grasse come lui. Lo fa anche sul tram, ben attento a non strabordare sul sedile della donna accanto. Lavora in una piccola azienda, ma la sua vera passione è fare film: montare quello che riprende con il telefonino, scene a caso di ogni giorno. Arrivato a casa, si chiude in camera con il computer acceso e il sacchetto di mini Mars. Ma è Halloween, è un gruppo di ragazzine suona alla porta… Kathleen si muove nella vita con pratico buon senso. Si mantiene bella per il marito, circoscrive gli ideali romantici alla lettura di romanzi rosa, cura l’educazione delle figlie presso la scuola gaelica (anche se avrebbe preferito una privata) ed è intenta a organizzare la festa “Ancora spose”: un premio per le donne per bene, che danno il meglio di sé, non come certe madri single che girano per la scuola…
Dubliners 100 è ovviamente un omaggio al centenario di Gente di Dublino (The Dubliners) di Joyce. L’idea è interessante: mantenere i titoli e gli incipit in esergo dei quindici capitoli del romanzo originale e affidarli alla reinvenzione di altrettanti talentuosi autori irlandesi. Il risultato è un’antologia polifonica (potremmo dire un remake) che racconta l’Irlanda contemporanea e, se i dubliners di Joyce soffrivano per la perdita di una morale interiore, quelli di oggi paiono più che altro disorientati, incapaci di trovare un posto nella società. Ovviamente il confronto con l’originale è sempre dietro l’angolo, e Joyce ne esce sempre vincitore (soprattutto per la discontinuità di stile e di gusto). Ma il consiglio è di godersi la lettura comunque: i quindici racconti di Dubliners 100 sono tutti buoni, e hanno anche un altro merito. Invogliarvi a rispolverare subito Gente di Dublino.

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