Due anni, otto mesi e ventotto notti

Due anni, otto mesi e ventotto notti

In un mondo sconosciuto agli uomini, chiamato Fairyland, vivono i jinn, creature eccentriche e capricciose. Della loro vera natura si sa molto poco: sono forse degli angeli? No, anche se nelle leggende l’angelo Lucifero viene erroneamente considerato il più grande di tutti i jinn. Come gli uomini, queste creature possono accogliere qualsiasi fede, oppure essere atei. Talvolta nel corso della storia è capitato di assistere alla comparsa dei jinn sulla Terra: ad esempio quando il grande filosofo Ibn Rushd, noto anche come Averroè – esiliato nell’anno 1195 a causa delle sue idee liberali e spesso in contrasto con il teologo al-Ghazali – incontra Duina, apparentemente una ragazza di sedici anni ma in realtà una potente principessa della tribù femminile dei jinn. Dalla loro unione nascono innumerevoli figli che ereditano le caratteristiche peculiari della madre: l’assenza di lobi delle orecchie e poteri straordinari. Quando il filosofo viene richiamato dal suo esilio per tornare a risiedere nella corte del nuovo califfo, Duina trascorre il resto della sua vita da sola e prima di morire e rientrare nel regno di Peristan – il mondo da cui emergono i jinn per tormentare e affliggere l’umanità – promette di aiutarlo a rivendicare la sua famiglia quando verrà il momento. Intanto i suoi figli cominciano a prosperare, spargendosi in tutto il mondo, dando così inizio alla discendenza di Rushd...

Si parte da eventi accaduti nel 1200 fino ad arrivare ai giorni nostri. Tutto ha inizio con il dibattito tra al-Ghazali e Averroè in merito all’inconciliabile rapporto tra filosofia e fede islamica: tale discussione si protrae nel tempo e dopo ottocento anni torna a rianimarsi quando i loro spiriti riemergono dai sepolcri infiammando una guerra violenta tra i fedeli e non, tra ragione e fede, filosofi e terroristi. È una lotta in cui sono coinvolti anche i jinn e i loro discendenti, che prendono posizione incarnando le forze del bene e quelle del male. Chi vincerà? Al di là degli ideali, rimane il fatto che si combatte uomo contro uomo, fratello contro fratello. Due anni, otto mesi e ventotto giorni sono esattamente mille e una notte, che coincidono con il tempo delle anomalie e della crisi. Un periodo che cambia le sorti di un’epoca, “in meglio o in peggio sarà il nostro futuro a stabilirlo”. Salman Rushdie consegna al suo pubblico di lettori un libro in cui realtà e magia si intersecano per rappresentare la realtà attuale, meschina, violenta e spesso caotica. Ed è così che si presenta questo magico e affascinante romanzo, in cui le storie dei discendenti di Rushd si rivelano confuse, di difficile comprensione ma al tempo stesso straordinarie e surreali. Ed è proprio attraverso la rappresentazione dell’assurdo che l’autore vuole sottolineare il suo pensiero.



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