E le stelle continueranno a guardare?

Per tutto il giorno il caldo è stato decisamente impegnativo da sopportare, nonostante quel lieve venticello che sempre caratterizza quelle zone sia riuscito in parte a mitigarlo. Si è fatta sera, nel frattempo, la brezza non spira più, ma è piacevole stare all’aperto, osservare in lontananza le luci in direzione del mare, ascoltare i rumori della campagna, passeggiare fra gli ulivi dopo una giornata di sole: è, del resto, la notte di San Lorenzo. Sua moglie è in casa, che sbriga diverse faccende, e lui in quel momento si sente un bambino che vibra di emozione: le stelle cadenti lo ammaliano da sempre, così come senza dubbio non manca di subire il fascino irresistibile dei desideri, che non devono essere mai dimenticati. E d’un tratto, come d’incanto, una scia luminosa attraversa il cielo, e lui ne segue la traiettoria: che gli pare però da subito in verità un po’ anomala…

Il titolo di certo determina nella maggior parte di coloro i quali si accostano al volume, delicato, intenso, profondo, raffinato, un riflesso pavloviano pressoché immediato: la mente infatti non può non andare, ma cambia il verbo, e inoltre non si tratta di un’affermazione, bensì di un dubbio che coinvolge tutta la condizione umana, al titolo di Cronin e, per chi ha qualche dimestichezza anche con gli sceneggiati dell’epoca d’oro del tubo catodico nostrano, pure l’omonima fiction (così la chiameremmo oggi) per la regia di Anton Giulio Majano. Qui, nel testo raffinato del medico e poeta Chiarelli, le stelle però non stanno, irraggiungibili, a guardare, distanti e disinteressate alle umane sorti, e sicuramente non si parla dei minatori degli anni Venti, dei Fenwick e dei Barras che della miniera sono i proprietari: ci si chiede se viceversa continueranno a osservare gli uomini e le loro vite, insignificanti rispetto all’universo e all’infinito e spesso condotte in maniera proterva e cattiva. Tutto sembra in pace in questa sera d’estate in cui l’autore si lascia andare a una dimensione lirica e onirica di ricerca di senso dell’esistere, narrata con un linguaggio delicato, simbolico, evocativo e curato, e immagina di dialogare con una stella cadente, inviata sulla terra da un vero e proprio comitato astrale, non solo perché anche nelle più alte sfere, con ogni evidenza, non si può fare a meno dell’apparato burocratico, ma perché Dio o chi per lui si interroga se non sia il caso o meno di intervenire e di porre definitivamente fine a quest’atomo opaco del male. Per la stella però mescolarsi alle altre che piombano sul globo terracqueo il dieci agosto è facile: più arduo è ritornare a casa senza essere vista. Per questo ha bisogno di un aiuto umano…

 


 

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