Emma – Edizione illustrata

Emma Woodhouse è una giovane donna di buona famiglia. Certamente spicca anche per la sua intelligenza e la sua cultura in generale, ma entrambe, per quanto meritevoli di lode, lasciano spazio ad una genuina arroganza. Emma di fatto crede di vederci più lungo degli altri, di saper penetrare i misteri dell’animo umano con il suo spirito di osservazione. Una dote che a suo avviso deve condividere con il mondo intero, aiutando soprattutto le persone vicino a sé per combinare matrimoni vantaggiosi e ben assortiti. Un talento che tuttavia rimane più legato alla teoria che alla pratica: di fatto la giovane spesso mal interpreta le parole e i gesti altrui, attribuendovi un significato che non corrisponde alla realtà. Con questi suoi errori finirà col mettere in una posizione precaria la sua cara amica, Harriet Smith. Una giovane di origini sociali ben più umili rispetto a Emma, ma che col tempo rischierà di divenire troppo arrogante e soprattutto di ambire al matrimonio con personalità decisamente fuori dalla sua portata…

Paradossalmente Jane Austen si è sempre dichiarata profondamente affezionata a questo suo personaggio: Emma rappresenta di fatto la sua ultima opera pervenutaci direttamente e non postuma. Si tratta di un paradosso in quanto Emma Woodhouse rimane in assoluto una delle sue protagoniste meno apprezzate dalla critica, forse proprio perché l’autrice ha voluto ritrarla con tutti i suoi pregi e difetti, senza risparmiare alcuna sfumatura. Pubblicato nel 1815, periodo in cui da tempo la donna viveva con il fratello Edward e i suoi figli nei pressi di Chawton, nel Kent, il romanzo coincide con la massima maturità letteraria della Austen, una padronanza della sua arte grazie alla quale si è sentita libera di sperimentare. Di fatto ci presenta una protagonista di buona famiglia, benestante, che non pensa al matrimonio e che non è minimamente toccata dall’amore; tutte caratteristiche decisamente distintive rispetto alle eroine precedenti. Una componente che non viene a mancare è invece la proverbiale minuziosità per cui è celebre Jane Austen: anche i personaggi maschili risaltano in tutta la loro credibilità nel corso dei dialoghi. Dialoghi che sono volutamente posti al centro dell’intera opera, vero e unico palcoscenico della trama di questo suo ultimo volume, altra peculiarità rispetto ai predecessori: primo fra questi Orgoglio e pregiudizio, definito dalla stessa autrice “troppo leggero e privo di ombre”. Un’opera Emma che, per quanto distante dai suoi altri lavori, racchiude in sé il fine della letteratura di Austen, una denuncia sociale riguardo la figura femminile e in generale la precarietà cui erano destinate le donne del XIX secolo. Questa edizione BUR Rizzoli, in grande formato, è corredata dalle stupende illustrazioni di Hugh Thomson, create per l’edizione 1896 del romanzo.

 


 

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