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Esserti fedele sempre (o forse no)

Esserti fedele sempre (o forse no)

Festeggiare un matrimonio in Puglia è impegnativo, tanto per gli autoctoni quanto per gli “stranieri”. E non solo fisicamente. Lo sanno molto bene gli invitati al matrimonio di Viola e Riccardo, una coppia meravigliosa, quelli “belli, belli, in modo assurdo!”. Come in ogni matrimonio locale che si rispetti, a parte l’abbondanza tipicamente “terrona” del cibo e la lungaggine di cerimonia e ricevimento, la scelta della composizione dei tavoli degli invitati non è mai casuale. Ci si impiega mesi per decidere chi mettere con chi e chi (assolutamente) non deve stare al tavolo con chi. E c’è sempre quel dubbio sugli invitati più problematici, quelli che si spera non alzino troppo il gomito avviando rocamboleschi incidenti diplomatici. La festa è sacra, specie per un matrimonio tradizionale, quasi da favola, come quello tra Viola e Riccardo. Almeno in superficie, dato qualche segretuccio di coppia c’è anche nel loro caso. Le tavolate di invitati, tirati a lucido, sono molto eterogenee. Si va dalle coppie tradizionali abbinate rischiosamente a quelle meno tradizionali, ai single - convinti o per necessità - costretti a condividere quell’ennesima occasione di forzata socievolezza non richiesta, come a evidenziare il loro status: quello di essere soli. Ogni invitato conserva una sua apparenza giovale, di compagnia, come si confà a un’occasione del genere. E ogni invitato ha dei lati oscuri, dei segreti, a volte neanche troppo nascosti...

Esserti fedele sempre (o forse no) è l’ultimo libro di Stella Pulpo, già autrice di Fai uno squillo quando arrivi e del molto discusso Le corna stanno bene su tutto, scritto a quattro mani con Giulia De Lellis. Ancora una volta è l’amore al centro del racconto, in tutte le sue forme, da quello “tradizionale” (se possiamo ancora dargli questa etichetta), a quello “meno tradizionale” (se possiamo ancora dargli questa etichetta), fino a quello “estremo” (se possiamo ancora dargli questa etichetta) o, non meno importante, quello per se stessi. A dar la voce a tutti questi tipi di amore sono i protagonisti del suo romanzo, che si avvicendano di capitolo in capitolo, come a dar voce a diversi punti di vista della stessa narrazione e dello stesso tema. Difficile infatti per il lettore, a volte, distinguere le voci che incontra, che a un certo punto diventano frequenze dello stesso suono. Il tema “amore” è così ampio che non è sufficiente relegarlo a un singolo racconto o a un singolo “tipo”. Ne servono molti di più. Ogni personaggio ha tuttavia una personalità, un substrato, una storia e un modo di esprimersi allo stesso modo unico, che lo rappresenta alla perfezione e che si adatta, come un vestito fatto su misura, alla storia. La sua storia, quella che sta raccontando, ai suoi pensieri, a quello che può dirsi, a ciò che cela. Grazie agli invitati di Viola e Riccardo, e agli sposi stessi, viene scardinata l’idea idilliaca dell’amore e viene spogliato di tutto ciò che la società, il buonismo, l’etichetta ci ha imposto che sia. Senza giudizi.