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Exit

Exit

È una calda mattinata di giugno e Ofelia sta raccontando a nonno Alcide qualcosa di insolito che le è capitato: Anna, una sua ex compagna di scuola, le ha chiesto di cercare suo marito Giacomo, che all’improvviso sembra essere scomparso nel nulla. Ofelia non è una poliziotta, semplicemente una giovane psicologa alle prime armi. Uno dei suoi pochi – pochissimi, in realtà – pazienti è, da un annetto circa, proprio lo scomparso Giacomo, che però non le ha mai dato motivo di sospettare un gesto tanto sconsiderato. Ofelia all’inizio sembra riluttante, ma ha anche tanta voglia di mettersi in gioco e di farsi valere. Così, in quella calda mattinata di giugno, va a pranzo da nonno Alcide – analista di grande fama, ormai in pensione – per chiedere consiglio. Per inciso: nonno Alcide in realtà sarebbe il fratello del vero nonno di Ofelia, deceduto anni prima, ma lei gli è così affezionata che non potrebbe chiamarlo diversamente. Figlia di due musicisti assenti e giramondo, il vero punto di riferimento di Ofelia è sempre stato il buon vecchio nonno Alcide. Così, quando l’anziano analista la incita a buttarsi nell’impresa di cercare Giacomo, Ofelia si lascia convincere. Giacomo Toscani: divulgatore scientifico della media borghesia triestina, sposato con una figlia, la cui vita doveva essere assolutamente scialba e priva di stimoli, se di punto in bianco l’uomo ha deciso di lasciare baracca e burattini e darsi alla macchia. Ma le cose, scoprirà Ofelia nel corso delle sue indagini, che la porteranno nell’entroterra romagnolo, non stanno proprio così...

Daniela De Prato è al suo secondo romanzo e di nuovo, come ne Il sole negli occhi (suo lavoro d’esordio, TEA 2010), la scrittura ‒ così come la trama ‒ si fa tutta psicologica e femminile. Ofelia è una giovane donna come tante, piena di grinta, ma anche di tante paure che spesso la bloccano. Soffre di insonnia pesante e nasconde qualche scheletro nell’armadio a cui cerca di non pensare. La vicenda nella quale si trova suo malgrado coinvolta la porterà a fare i conti con se stessa e a scoprirsi, alla fine, un pochino più forte e un pochino meno spaventata di prima. L’abilità dell’autrice sta comunque nell’aver saputo costruire, oltre l’aspetto introspettivo di tutto il romanzo, una trama solida, per niente scontata e piena di colpi di scena. Exit è un libro che guarda allo stesso tempo sia all’esterno che all’interno. Forse è proprio per questo che sembra in grado di coinvolgere tanto gli “attivi” quanto i “contemplativi”. I lettori – ma soprattutto le lettrici – ne resteranno soddisfatti.