Fake news dell’Antica Roma

Fake news dell’Antica Roma

Quasi tutti hanno subito, chi più, chi meno, il fascino dell’Antica Roma. Quel mondo così lontano da cui deriva la nostra cultura popola il nostro immaginario e ispira registi, scrittori, poeti. Molti di loro però alimentano più o meno consapevolmente la pletora di bufale, leggende metropolitane e falsi storici presenti sull’antica Roma. Bufale che sono giunte fino a noi per la malizia di alcuni e l’ingenuità dei molti che hanno accettato questi racconti, poco interessati a verificare le fonti. Per accorgersene, basta digitare “Virgilio e la mosca” su un qualsiasi motore di ricerca: giornalisti, presunti storici o semplici appassionati raccontano lo sfarzo del funerale che il poeta romano avrebbe organizzato per quel particolare animale domestico, con tanto di urna e iscrizione funebre. Qualcuno addirittura lo spiega come un tentativo di eludere le leggi di Augusto per evitare il sequestro dei suoi terreni. Tutto questo bizzarro racconto meriterebbe il timbro di “fake news” che molti quotidiani amano pubblicare sulle loro pagine online. Non ci sono testi classici che raccontino questo episodio, che non si sa dalla fantasia di quale mente sia stato generato. A volte la leggenda diventa storia per alimentare un mito, come nel caso di Romolo, primo re di Roma, che secondo alcuni senatori sarebbe salito in cielo durante una forte tempesta per volere del dio Marte, suo padre, trasformandosi in Quirino, protettore del popolo romano. Per altri più prosaicamente sarebbe stato oggetto di una congiura nei suoi confronti a causa della sua feroce tirannia, fatto a pezzi dai patrizi romani, che avrebbero poi diligentemente nascosto i resti per permettere al racconto mitologico di attecchire…

Néstor Marqués si occupa da anni di avvicinare il pubblico alla storia, studiando – o meglio “investigando” come dice in alcune sue presentazioni – e rendendo fruibile a più persone il patrimonio storico e culturale attraverso la sua virtualizzazione. Il linguaggio che usa non è mai accademico o per addetti ai lavori. Questo libro, ci tiene a sottolinearlo, è il suo personale tentativo di sfatare alcune storielle accumulatesi nel tempo, sulla base delle sue conoscenze in materia e della sua interpretazione. “La storia non è [un] racconto univoco e semplificato”. La sua interpretazione è diversa e crea quelle mille sfumature che la compongono. Ci sono tanti fatti quante menzogne dettate da un fine meramente propagandistico. Quello però che è utile sapere è anche come la menzogna sia servita in passato per influenzare la memoria collettiva, aumentando la simpatia per un imperatore e per la sua famiglia ai danni di un’altra, degna solo della peggiore damnatio memoriae. A giudicare dalla bibliografia ci si rende conto di quanto sia difficile sradicare il mito e la leggenda dagli eventi realmente accaduti. Molte fonti storiche non scendono spesso nel dettaglio e possono prevalere i “sentito dire”, che secolo dopo secolo di trasformano lentamente in “detto”. Succedeva ieri e succede anche oggi. Proprio tenendo conto di questo flusso continuo di mancate verità, Marqués invita tutti, anche tramite questo saggio, ad avere la curiosità necessaria ad individuare le bufale che riempiono quotidianamente i principali mezzi di comunicazione dei nostri giorni.



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