Falce

Falce

“L’immortalità, per definizione, significa che non abbiamo mai finito. A meno che una falce non decida il contrario. Non siamo più temporanei; solo i nostri sentimenti lo sono”. In una parte remota del suo cervello, Citra sente il suono di parole ma non riesce a carpirne a pieno il senso. È distesa in un letto di ospedale, aspettando che i naniti presenti nel sangue liberino gli oppiacei, alleviando almeno un pochino il dolore che le attraversa ad ondate tutto il corpo. Questa volta è decisamente peggio di quando le hanno rotto l’osso del collo. Ciò che è avvenuto appena qualche ora prima è ancora molto confuso, ha solo sprazzi di lucidità durante i quali le appaiono immagini frammentate, come pezzi di un brutto sogno dal quale fatica a svegliarsi: il Venerando Maestro Socrate; l’accusa di aver spigolato Maestro Faraday; le catene ai polsi; lo sdegno sul volto di Maestro Mandela; la decisione di saltare dalla finestra; la certezza di essere morta, schiantata sul marciapiede. E poi Rowan. Anche sotto l’effetto degli analgesici, quella visione – più delle altre – le procura dolore. Sono trascorsi ormai quattro mesi da quando loro due si sono separati: tempo che, a confronto con la promessa di vivere in eterno, appare misero, ma che nella sua effimerità è stato grado di cambiare molte cose, se non tutte. Da essere compagni di addestramento, sono diventati nemici. Schierati su parti opposte dello stesso ring e con in palio non solo la loro consacrazione a Falce, ma la loro vita. Una scelta, quella di dare al vincitore l’occasione di spigolare il perdente, proposta da Maestro Goddard, colui che ama le spigolature di massa e al quale nessuno può, o riesce, a dire di no…

“Ho iniziato a rimuginare sul mondo di Falce circa 10 o 15 anni fa, quando il genere distopico è diventato il genere prediletto per i romanzi dedicati ai ragazzi. Volevo fare una cosa differente, è così ho iniziato a decostruire quel mondo. Tutti partono dall’immaginare cosa accadrebbe se qualcosa, nella società odierna, andasse storto. Io invece mi sono chiesto: che cosa succede, se si va per il verso giusto? Cosa accade se otteniamo tutto quello che desideriamo?”. Sono queste le domande alla base del primo libro della trilogia creata da Neal Shusterman, prolifico scrittore statunitense e vincitore, nel 2015, del “National Book Award” con il suo Il viaggio di Caden. Prendendo le mosse dalle ultime scoperte scientifiche e tecnologiche, Shusterman delinea “il miglior scenario possibile” mostrando le conseguenze – disastrose – che anche le migliori intenzioni possono provocare. L’umanità ha sconfitto la malattia e la promessa di una vita eterna è diventata una realtà. Niente più governi né fazioni, ma il tutto è gestito dal Thunderhead, ovvero una entità che ha inglobato tutta la conoscenza umana e che nell’era mortale era conosciuta come Cloud. Un mondo così perfetto da aver sottratto la morte al ciclo naturale e averla conferita alle Falci: persone moralmente corrette ed elevate, il compito di arrestare la crescita demografica; solo a loro è concesso il diritto di “spigolare” ovvero porre fine alla vita umana in maniera definitiva, senza possibilità di ritorno. Un mondo, però, solo all’apparenza perfetto ma nel quale, come in qualsiasi altro scenario, circolano corruzione e degrado e nel quale si inseriscono Citra e Rowan. Per quanto animati da buone intenzioni, i due si troveranno a dover combattere un mondo dove il vero nemico è – ancora una volta – la fame di potere, presente e ben radicata. Una storia ricca di colpi di scena (e meticolosamente informata circa le varie strategie per porre fine a una vita) e che, come ogni buon libro distopico che si rispetti, porta a riflettere che “tutto quello che desideriamo ha delle conseguenze. E queste vanno affrontate”.



0

Fai una donazione!

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER