Fate come se non ci fossi

Fate come se non ci fossi

Marco esce la mattina per andare al parco e, quando si ferma a riprendere fiato, vede due uomini in tuta da ginnastica scura con al guinzaglio due cani di grossa taglia. Cerca di immaginare la conversazione fra i due intanto che i molossi li strattonano nervosi, strappando quasi un braccio ai propri padroni. In un quartiere di Roma vede la scritta “Margherita perché” che, campeggiando su di un muro vicino alla sua casa, diventa nella sua fantasia l’occasione per far nascere un dibattito fra gli abitanti del circondario, ognuno con le sue teorie. Racconta di Pietro, che vive nella speranza di poter fare finalmente la giusta battuta, e di Alfonso che invece si illude di essere ancora in onda e che, ogni giorno, si siede di fronte ad un microfono e comincia a parlare. Si chiede poi, riflettendo su esperienze quotidiane e personali, il motivo per cui si è sentito in imbarazzo quando gli è capitato di comprare un mazzo di fiori o in ansia quando ha consegnato le chiavi della macchina al figlio neo-patentato. Piccole debolezze di uomini spaventati, pudichi, apprensivi. Punti di vista, frammenti di vita. Ogni capitolo contiene osservazioni su tanti aspetti della vita: il capodanno con la sua allegria posticcia che ritiene essere più triste di un orfanello che chiede l’elemosina, le trasmissioni televisive con le loro banalità, le uscite a fare acquisti con la moglie che possono diventare un momento nel quale sentirsi fuori posto, gli amici che filosofeggiano sulla tendenza delle persone a giudicare gli altri per poi farlo in prima persona...

Partendo dalla sua vita personale e professionale, Marco Presta, famoso conduttore radiofonico de “Il Ruggito del coniglio”, la trasmissione che conduce su Rai Radio2 da venticinque anni, ci consegna appunti di vita divertenti, disegnati con la sua solita caustica ironia, insieme a riflessioni su amici, famiglia e atteggiamenti personali. In questo taccuino prova a mettere in ordine i suoi pensieri e le emozioni, cercando un equilibrio che lui stesso definisce una chimera. Provare a mettere a posto nei ricordi e nelle abitudini può essere una bella esperienza ma a volte si trovano cose che si pensava di aver dimenticato. Un diario surreale dei giorni nostri raccontato con umorismo, un’arma che aiuta a sopravvivere alla vita quotidiana e ai fastidi del presente. C’è nel libro anche un continuo ricorso a piccoli racconti horror, gialli, erotici, immaginati e inviati ad una non precisata casa editrice che però vengono puntualmente respinti. Questo romanzo autobiografico contiene anche valutazioni sulla politica, la musica, la famiglia e il lavoro raccontate con solo apparente leggerezza. La sua visione del mondo l’autore ce la racconta con grande ironia come è sua abitudine, ma attraverso le battute mette in evidenza – facendoci riflettere mentre ci strappa un sorriso amaro – che la gentilezza e l’ironia è il modo che personalmente ha trovato per raccontare quello che, a ben guardare, somiglia molto anche alla nostra vita.



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