Flush - Biografia di un cane

I cani spaniel hanno, questo è certo, una antichissima origine. Sul loro nome ci sono due scuole di pensiero principali: alcuni ritengono che la parola abbia origine addirittura cartaginese, altri basca. Nato e diffuso in Spagna, lo spaniel è stato poi portato in Galles, dove nel tempo acquisisce una discreta fama, arriva a costare fino a una sterlina ed entra a fare parte della famiglia reale, come cane da compagnia e caccia. Dallo spaniel originario di epoca antica sono derivate diverse discendenze, ciascuna con proprie peculiarità. Flush, della famiglia dei Mitford, è nato intorno al 1842, ha il manto marrone scuro che al sole “ovunque s’indora”, gli occhi nocciola (e meno male, perché gli occhi chiari sono alquanto sgraditi), le orecchie come “nappine”, le zampe snelle e “ornate di frange”, la coda è folta. Flush è un cocker di varietà rossa. Cresce in un cottage in Three Mile Cross, vicino Reading. La famiglia Mitford è ormai in disgrazia e sommersa dai debiti e non può certo garantirgli i vizi a cui avrebbe diritto, ma Flush ama immensamente la sua padrona, Miss Mitford e ama correre nei prati con lei. Certo, gli basta annusare l’odore di una lepre o una volpe per perdere il controllo e sfrecciare via. Sarà per queste doti che si fa avanti chi offre una somma cospicua per comprarlo, ma Miss Mitford, nonostante i debiti, non osa cederlo, non certo per denaro. C’è un solo modo per decidere di separarsi da lui: regalarlo. Ma chi può meritare un dono tanto prezioso e un sacrificio tanto grande? A Londra, in Wimpole Street, abita la poetessa Elizabeth Barret, cara amica di Miss Mitford, ed è proprio quella la destinazione di Flush…

“[…] Trasalii, come una ninfa d’Arcadia/ sorpresa dal dio caprino nel bosco al tramonto;/ ma all’avvicinarsi della barbuta visione/ fuggirono le lacrime mie, riconobbi Flush,/ sorpresa e tristezza lasciai – rendendo lode al vero Pan,/ che attraverso le più umili creature/ conduce alle alte vette dell’amore.”. Elizabeth Barrett Browning (1806 – 1861), celebre poetessa inglese e moglie dell’ancor più celebre poeta Robert Browning, ha avuto una vita ricca di alti e bassi. Nata in una famiglia benestante grazie ai proventi delle piantagioni di zucchero in Giamaica, è cresciuta in mezzo a una schiera di fratelli e sorelle e ha goduto di una educazione raffinata, ha poi dovuto affrontare la crisi economica e la malattia che l’ha privata dell’autonomia. Durante questo oscuro periodo, nel 1844 mentre risiedono a Londra, la Barrett pubblica la raccolta di poemi che le dà fama e le fa conoscere Robert Browning, il suo grande amore, sposato in segreto per via dell’opposizione familiare. Con lui fugge in Italia, prima a Pisa poi a Firenze, dove conduce il resto della vita. A buona parte di questi anni Virginia Woolf dedica i contenuti del romanzo Flush, pubblicato nel 1933 (in Italia la prima edizione è del 1934 e la fortuna del romanzo ha favorito numerose ristampe), raccontando ai lettori la vita della poetessa attraverso lo sguardo e le sensazioni del piccolo fedele cocker. Una biografia immaginaria che non manca di sensibilità e ironia e che apre una finestra sulla vita londinese di metà ottocento: il rapporto con gli animali domestici, le differenze di classe, la vita nei “bassifondi”, la fascinazione che esercitava l’Italia. Pare che l’amato cocker rosso, che viaggiò dall’Inghilterra all’Italia, sia stato sepolto nella cripta di casa Guidi dove i Browning vissero a lungo. Un segno di rispetto verso un amico leale.

 


 

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