Forme di lontananza

Forme di lontananza

Alicia ha lasciato la Spagna per andarsene a fare un dottorato in letteratura a Southville, USA. Le cose sono partite bene, un gruppo di amici, una bella università, i suoi impegni e la sua carriera che procedono come dovrebbero. Soprattutto però, incontra Matty. Con lui inizia una relazione amorosa appassionata, anche se viene colta di sorpresa entrambe le volte che si trovano a bruciare le due tappe principali di una relazione: la convivenza e il matrimonio. Quest’ultimo avviene in un ufficio davanti a un’impiegata che porta su di sé il semplice squallore della burocrazia. A non arrivare subito è invece la consapevolezza che Alicia sta facendo qualcosa di sbagliato. I primi amici scompaiono, lui non verrà più con lei in Spagna a trovare i suoi genitori, e lei non andrà più a Chicago a trovare quelli di lui. Quello che prima fioriva, ora appassisce. I litigi sempre più frequenti, qualche scatto d’ira di Matty, un pugno sul muro, ma mai su Alicia. Ad ogni litigio corrisponde una riconciliazione, che è tanto più consolatoria quanto più serio è stato il litigio, senza accorgersi però che quello su cui hanno costruito la loro vita si sta lentamente sgretolando. E nonostante gli anni di infelicità, la fine di questa relazione arriva quasi di sorpresa, infatti Alicia comincia così a raccontare la sua storia: “Non saprei dire quando tutto è cominciato”...

Forme di lontananza è il secondo titolo di Edurne Portela ad arrivare in Italia dopo Meglio l’assenza, entrambi pubblicati e tradotti nel nostro paese da Lindau. Con il primo libro aveva raccontato una storia familiare intrecciata alla ferocia del terrorismo basco. Con questo libro, riprende lo sfondo dei Paesi Baschi dai quali proviene Alicia, la protagonista, per portare il lettore in America, nel sud degli Stati Uniti. Sono questi due mondi che l’autrice ricostruisce con perspicacia e grazia. Il paese d’origine, lontano e pieno di ricordi, e l’America così piena di contraddizioni, di obesità, perbenismo, arrivismo e violenza. Quella con Matty è una relazione malsana, ricca di segnali e campanelli d’allarme che però Alicia non riesce a vedere, scivolando sempre di più nell’incapacità di reagire a una quotidianità in cui lui, Matty, porta questa violenza verbale incontrollabile, piena di bile e odio che viene direttamente da se stesso. La storia, raccontata con grande realismo, riesce ad entrare nella nostra immaginazione, proprio perché non fa leva sulla finzione. Tutti abbiamo conosciuto qualcuno che ci è passato, o è il lettore stesso a ritrovarsi nelle pagine più disperate. Proprio per questo carattere così reale però, il libro fatica ad integrare l’intreccio in un tessuto narrativo avvincente, non mancano pagine che escono dalla storia senza aggiungere livelli di lettura a un libro in cui le cose succedono e basta, così come succedono nella vita. Anche se il tema è molto interessante, in quanto esplora una forma di violenza che rimane nelle parole, e non sfocia necessariamente sul corpo, si sente la mancanza di una lettura a un livello più profondo, in cui i personaggi si staccano dal tipico, dal già tristemente sentito, per diventare personaggi di un romanzo e, in qualche modo, coinvolgere il lettore.



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