Frank-Ly in love

È iniziato l’ultimo anno di scuola. Frank spesso ripensa a sei mesi prima, quando se ne andava in giro, insieme agli amici, tutto orgoglioso per aver superato il PSAT - prova generale del SAT, l’esame che viene utilizzato, in California, per valutare l’idoneità di uno studente ad accedere a un istituto di istruzione superiore - con il punteggio di 1400 punti su un massimo di 1520, raggiungendo quindi il novantaseiesimo percentile. Quando aveva comunicato il risultato ai genitori, Frank aveva notato che mamma-e-papà lo guardavano con lo stesso stupore con cui avrebbero guardato un passerotto morto nel parco. Il punteggio indicava che probabilmente al SAT avrebbe totalizzato il punteggio minimo per entrare a Berkeley, che per mamma-e-papà rappresentava un triste premio di consolazione rispetto ad Harvard (anche se, a dir la verità, lui avrebbe voluto frequentare il Berklee College of Music, ma mamma-e-papà avevano subito bocciato l’idea). Sua sorella maggiore, Hanna, lei sì che ha fatto tutte le cose giuste. Mamma-e-papà volevano che si impegnasse nello studio e così è stato; volevano che andasse ad Harvard e lei lo ha fatto, laureandosi con la lode. Poi è entrata alla Harvard Law School e la specializzazione le ha permesso di fare carriera. Ora lavora in un’azienda che negozia brevetti per colossi tecnologici miliardari. Poi, però, ha fatto la cosa più sbagliata di tutte. Si è innamorata. Non che sia sbagliato innamorarsi, ma lei ha perso la testa per un ragazzo nero e per questo, di colpo, ha cancellato tutto ciò che di giusto aveva fatto nella vita. Mamma-e-papà non approvano assolutamente questa unione e non hanno ancora visto - e forse non vedranno mai - l’anello che questo ragazzo ha regalato ad Hanna. A dir la verità, anche Hanna non si è più fatta vedere molto a casa. L’ultima volta è stata in occasione del Ringraziamento di due anni prima…

La vita non è mai semplice; è spesso complicata, sorprendente e a volte scorretta; può essere dolce o feroce all’occorrenza. E l’adolescenza è il periodo in cui le difficoltà della vita appaiono montagne insormontabili. Frank-Li quindi - giovane americano alle prese con i problemi della scuola, degli amici, delle prime cotte e degli esami di ammissione al college - ha già le sue belle gatte da pelare. Se a ciò poi si aggiunge il fatto che Frank sia figlio di immigrati coreani, chiusi in una sorta di world apart dal quale è escluso tutto ciò che non appartiene al loro Paese d’origine, appare chiaro allora che le montagne da scalare per il giovane sono davvero tante. David Yoon - autore nato e cresciuto a Orange County - racconta di un ragazzo che non sente un forte legame con le proprie origini coreane e che, nello stesso tempo, viene trattato dagli estranei come se fosse un immigrato, nonostante sia cittadino statunitense a tutti gli effetti. È un “coreano di seconda generazione” che cerca di essere il figlio che i genitori desiderano, è un nerd che ottiene sempre buoni voti a scuola e non crea problemi, vive serenamente in un quartiere per lo più nero e latino-americano del sud della California, è obbediente e rispettoso verso una tradizione familiare che a malapena conosce. Quando però si innamora - e si innamora di una ragazza non coreana, disattendendo quella che è forse la più importante delle richieste dei genitori - tutto il suo mondo vacilla e viene messo in discussione. Con tatto e destrezza Yoon racconta il pregiudizio e il razzismo - non quello dei bianchi nei confronti di chi bianco non è, ma quello di una comunità verso tutto ciò che viene percepito come diverso -, la grettezza mentale, le frizioni culturali e il senso di appartenenza. Ma racconta anche i primi amori, la malattia, gli addii e i cuori infranti. Grazie ad una prosa leggera e delicata, l’autore offre ai giovani lettori, cui il libro è destinato, un romanzo di formazione - piacevole anche se piuttosto lento in diversi punti della narrazione - su come trovare se stessi e l’amore, su come rafforzare i legami familiari, fondandoli soprattutto sulla comprensione, e su come diventare ponte tra due culture, superandone le barriere e vivendo una vita, magari imperfetta, ma fedele il più possibile ai propri valori e ai propri sogni.

 


 

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