Furland®

La massa di civili radunati nella piazza del piccolo paese carnico sembra bestiame spaventato, tenuto a bada da due soldati cosacchi in sella ai loro cavalli. Il plotone delle SS schierato davanti agli ostaggi è pronto a sparare all’ordine del Oberstrumführer. Alcuni condannati si gettano in ginocchio, altri fissano i fucili con sguardo fiero. Tutto è pronto per l’esecuzione di piazza. Sono le nove del mattino. All’improvviso, appena prima del “feuer”, le campane del paese cominciano a suonare all’impazzata e sulla terrazza del campanile appare l’inconfondibile sagoma di Zorro, cappello nero calato in testa, maschera e mantello. I fucili dei soldati sparano quasi all’unisono verso la figura che con l’aiuto di una corda si getta su di loro, sbaragliandoli con la spada e lasciando sul fondoschiena dell’Oberstrumführer la famosa Z, simbolo di vendetta e riscatto degli oppressi. Ma cosa ci fa Zorro in un piccolo paese della Carnia, tra soldati delle SS pronti a far fuoco su dei poveri civili? Semplice. Dopo la guerra d’indipendenza combattuta nel 2023 dal misterioso Vittorio Volpatti, il Friuli è stato trasformato in un enorme parco divertimenti a tema storico. Così i monti della Carnia sono tornati ad essere la Kosakenland del 1944, Trieste è di nuovo asburgica e Cividale longobarda. I visitatori affollano gli eventi, come la ricostruzione del massacro di Ovaro, ma c’è chi cerca di sabotare con armi vere, e non con fucili caricati a salve come quelli imbracciati dalle SS. Francesco Salvador, figurante ingaggiato per interpretare un tenente nazista, viene chiamato a scoprire chi si celi dietro la maschera di Zorro, quale organizzazione miri a destabilizzare il sistema creato dagli Azionisti…

Il 2023 è dietro l’angolo e sebbene una regione intera trasformata in parco dei divertimenti a tema ci sembri un’improbabile metamorfosi, a pensarci bene, visti gli stravolgimenti dei quali la nostra società può essere vittima o capace nel giro di pochi mesi a causa di agenti esterni e non previsti, un simile scenario che ora chiameremmo apocalittico potrebbe non essere più così inimmaginabile. Per certi versi, l’atmosfera che si respira in Furland® è simile a quella destabilizzante di L’elenco telefonico di Atlantide, fortunato romanzo d’esordio di Avoledo, solo che in questo caso lo scrittore alza il tiro, immaginando uno scenario più ampio e per certi versi ancora più catastrofico. La storia del Friuli è ricca di mescolanze, di passaggi umani e transumanze animali dalle cui ceneri e tracce sono nati i valori che ogni anno vengono celebrati ricordando il 3 di aprile del 1077, anno di nascita della Patrie dal Friûl. Tullio Avoledo immagina di prendere tutte queste peculiarità e trasformarle in attrazioni turistiche, svilite nella loro storia e significato, ridotte a spettacolo per turisti muniti di telecamere e smartphone. Immagina anche una sorta di resistenza moderna dentro la quale si mescolano elementi attuali e antichi, religiosi e pagani, politici e sociali. Il progetto è tutt’altro che banale e la capacità di Avoledo di guardare oltre l’angolo del presente dimostra le sue qualità e la cifra stilistica, che gli permettono di distinguersi dai suoi colleghi contemporanei. Ci viene da pensare che non sarà l’amore profuso da certi romanzi di genere a salvare il mondo dalla sua deriva, ma il cinismo e l’immaginazione di alcuni bravi scrittori che sanno raccontarci un futuro improbabile indorando, con il loro talento, la pillola caustica difficile da mandare giù. Furland® è un piccolo scrigno che racconta un mondo che ancora non esiste ma che, con un piccolo giro di vite nel verso sbagliato, potrebbe benissimo esserci.

 


 

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