Giudizio Universale

Giudizio Universale

Roma, 15 maggio 2018. È una nitida mattina di primavera quella che accoglie tra le braccia aperte del colonnato del Bernini, in piazza San Pietro, otto porporati provenienti da ogni angolo del mondo. Scelti tra i fedelissimi di Papa Bergoglio, gli alti prelati rappresentano un comitato ristretto, il Consiglio per l’economia, cui è affidato il compito di sanare le finanze vaticane. Si dirigono verso il Palazzo Apostolico e nell’elegante Sala Bologna, li raggiunge il Segretario di Stato, il cardinale Parolin. In un consesso dominato dalla presenza maschile, siede in disparte una donna minuta. È Claudia Ciocca, esperta di finanza, dirige la segreteria per l’economia, i numeri sono il suo alfabeto, tra le righe e le colonne dei fogli di calcolo individua i problemi e intercetta i percorsi per il risanamento. Il Consiglio legge con attenzione i dossier riservati, la tensione è altissima ed è tanto lo sgomento nel dover prendere atto che il “deficit che affligge la Santa Sede è strutturale e rischia di condurre al default” entro il 2023, in mancanza di interventi urgenti. Il crac finanziario mina le basi per la sopravvivenza dello Stato del Vaticano e a cascata per la missione della Chiesa nel mondo. Il disavanzo dei conti, come un famelico parassita, divora le risorse accumulate nei secoli grazie a offerte e donazioni dei fedeli. Eppure, la notizia non è nuova. Lo stato penoso in cui versa la finanza vaticana è noto da tempo, da un lato lo sperpero di ricchezza, gli investimenti sbagliati, i prestiti in sofferenza, la cattiva gestione del patrimonio, come quello immobiliare, che conta ottocento proprietà sfitte e oltre quattrocento in affitto, ma a canone zero. Dall’altro la continua riduzione delle entrate raccolte attraverso l’Obolo di San Pietro. Francesco ha scelto di debellare il “parassita” sin dal suo insediamento, nominando fidati prelati nei dipartimenti strategici, promuovendo task force di esperti per mettere in atto una spending review, che fa il paio con la volontà di riformare l’ecclesia e i suoi vertici, ai quali chiede di farsi servitori e testimoni del messaggio evangelico, non privilegiati. Ma una sistematica e subdola azione di boicottaggio è stata messa in atto. I suoi ingranaggi sono attivati da una fronda ostile al cambiamento chiesto da Francesco. Uomini e donne che lavorano nel buio e che al bisogno, sanno come far partire la macchina del fango. Chi sta cercando di destabilizzare Francesco e di non impedire il default della Santa Sede? Quali oscure manovre sono state finora messe in atto per mantenere lo status quo? Dove finiscono i soldi dell’Obolo?

“Se il pontificato di Francesco fallirà non sarà a causa degli attacchi strumentali dei cattolici più conservatori e nemmeno per la crisi delle vocazioni o per la riduzione del numero dei fedeli. Sarà per il crac finanziario che si prospetta sempre più vicino”. Dalla scandalosa gestione dello IOR ai fondi segreti, sconosciuti al Papa, ma non ad alcuni prelati della Segreteria di Stato, dai conti a sei e più cifre intestati a singoli cardinali alle manovre di palazzo per screditare o mandare in fuori gioco i fedelissimi di Bergoglio, il giornalista e scrittore Gianluigi Nuzzi non tralascia di analizzare nessuna tessera del complicato mosaico che documenta il baratro che si è aperto dinanzi alla Santa Sede e la difficile lotta di Bergoglio per salvare la Chiesa. Il libro corre sui binari delle inchieste già condotte da Nuzzi, da Vaticano Spa, pubblicato nel 2011, a Via Crucis del 2015 e c’è da scommettere che Giudizio Universale non sarà l’atto finale di un’inchiesta e di una battaglia che, come nel racconto dell’Apocalisse, vedrà “il Papa venuto da lontano” finalmente vincitore.

LEGGI L’INTERVISTA A GIANLUIGI NUZZI



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