Gli accoppiati

Gli accoppiati

Lucas lavora nel periodico newyorchese “Review” ma non ha la qualifica che si augurava, cioè quella di giornalista. Anzi, piuttosto la sua carriera sembra essere in salita. Nonostante la speranza di trovarsi su un gradino un po’ più alto nella gerarchia della redazione, però non dispera. È in un momento in cui tutta la sua vita va ricostruita. Gli studi abbandonati, anche la sua situazione sentimentale al momento sta facendo acqua: da quando si è trasferito a New York e la fidanzata l’ha mollato, non si è più avvicinato a una donna, preso com’è da questa sua nuova vita nella Grande Mela! L’essere entrato, suo malgrado, nelle grazie del direttore Jay Jacobson, confidenzialmente noto come Jay Jay, gli permette di frequentare posti e persone esclusivi e di acquistare maggiore fiducia in se stesso. Così una sera esce e in un bar incontra Carmen, bellissima donna fatale, di certo più grande di lui, ma che importa? Carmen lo porta a casa sua e la notte di sesso che segue rende Lucas sempre più orgoglioso. Solo nei giorni successivi scopre però che Carmen lavora nel suo stesso giornale e soprattutto scopre che la sua avventura di una notte è finita dritta dritta in una delle rubriche più seguite del periodico. Carmen Kelly, giornalista titolare della rubrica “Libertina sofisticata”, gli affida il nomignolo di “Bravo Ragazzo” (e considerati i precedenti di lei, poteva andargli decisamente peggio), ma di certo mette in evidenza che non è così bravo a letto, anzi, tutta la sua prestazione sessuale per la quale era così orgoglioso finisce sotto i raggi X dell’ironia nella quale Carmen intinge la sua penna velenosa...

È piacevole e scorrevole il romanzo scritto a quattro mani da Jennifer Miller e Jason Feifer, una moglie e un marito che hanno dato vita a due personaggi, Lucas e Carmen, un uomo e una donna appunto, decisamente interessanti nei loro profili, anche se, loro malgrado, costretti a conoscersi e viversi in un modo del tutto particolare. La storia mostra uno spaccato assolutamente verosimile della vita americana, forse anche già vista in alcuni film: da una parte c’è soprattutto chi, dalle città minori degli Stati Uniti, si trasferisce e magari anche “si scontra” con la vita della Grande Mela; dall’altra c’è un ambiente decisamente upper class, fatto di benessere, denaro, bella vita, ma che non risparmia colpi bassi. Una sorta di lusso che si vive in alcuni ambienti e che è ottenuto a tutti i costi, anche barando. Certo a Lucas le occasioni non mancano, pur se all’inizio l’esperienza non sembra essere precisamente come sperava, ma anche le sorprese vanno oltre ogni previsione e se a volte lo colgono impreparato, è sempre pronto a recuperare terreno. Ma c’è manipolazione, tanta, troppa manipolazione, che decide l’andamento dei fatti in un certo modo. Non di rado a questa si affianca anche il desiderio di vendetta... e il gioco è fatto! Così spesso ci si ritrova a bocca aperta per la piega che prende la storia, ma sotto sotto, sembra strano dirlo, cova l’amore, quello vero, che davvero fa girare il mondo e rimette le cose al loro posto, anche se fino alla fine ci si aspetta dell’altro.



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