Gli incurabili romantici

Gli incurabili romantici

Non aspettava altro Adrien, che raccontare la sua piccola rivoluzione: finalmente un palcoscenico – che poi ha le sembianze di un’aula di tribunale – per poter spiegare perché da un anno è assente da lavoro. La risposta è semplice: lui, impiegato modello, schematico e preciso, rigoroso, mai un’assenza prima, ha deciso di lasciare tutto e mettersi al fianco di sua moglie, Louise, nel momento stesso in cui il magico equilibrio su cui si basava la loro vita di coppia è stato messo in discussione dalla tremenda notizia della malattia. Louise scopre infatti di essere affetta da un grave cancro ai polmoni: inizia allora un calvario fra ospedali e medici, arrivano le lunghe e grigie prescrizioni, i protocolli, che Louise interpreta sempre a modo suo. Di fronte a questo cambiamento epocale, Adrien non poteva rimanere impassibile, soprattutto nel momento in cui in azienda è in atto una ristrutturazione: non ha dubbi, piuttosto che star lì a non fare nulla, emarginato in un angolo di un lungo corridoio, Adrien sente il bisogno di lasciare tutto e affiancarsi alla sua compagna in questa sfida che la vita, cinicamente, mette sul loro cammino. La loro proposta di vita contrasta con le logiche del mercato. Ma siamo poi così sicuri che la pensino tutti così e che non ci sia spazio, nella nostra società, per dei sentimenti? Cosa ne pensa il giudice che è chiamato ad emettere il verdetto?

Il romanzo di esordio di Odile D’Oultremont è particolarmente interessante per le tematiche e per la struttura. Odile ha sempre lavorato come sceneggiatrice, come dimostra la capacità di montare e smontare la narrazione, di ripercorrere le storie senza perdere il filo, di fornire sempre al lettore un quadro, un’immagine precisa di quello che si sta raccontando. La narrazione si gioca sul piano del presente (il processo) e quello del passato (la storia d’amore, la malattia, i medici, gli istanti rubati alla morte). Ma non si segue, neanche nella struttura, uno schema classico e anzi fin da subito viene messo in evidenza il paradosso: una storia d’amore sconfinato che si apre in un’aula di tribunale. Si raccontano le vicende sui generis di una coppia che si contrappone alla rigidità delle regole della vita sociale, per presentare un paradigma differente, che sovverte l’ordine delle cose così come tutti apparentemente sembrano intenderle. Odile mette in discussione le regole normali della società del lavoro, dove ognuno pensa a sé e si perdono – in nome delle crisi aziendali e del profitto – i legami fra le persone. Ma è tanto sbagliato? Con uno stile leggero l’autrice mette a nudo la crudezza ed il cinismo della nostra società, che sacrifica le persone per il bene supremo della produzione e della funzionalità. I due amanti irragionevoli (Les déraisons è il titolo originario) contrappongono la logica dei sentimenti alla insensibilità dei medici, dei tribunali, delle aziende. Romanzo originale, ben scritto/tradotto, accattivante fino all’ultima pagina.

LEGGI L’INTERVISTA A ODILE D’OULTREMONT



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