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Gli insospettati

Gli insospettati

Quando Rich Mauro arriva davanti alla sontuosa sede della “Olmstead & Traft”, uno dei più prestigiosi e rinomati studi legali nel cuore finanziario di New York, quasi non crede ai suoi occhi. Mancano pochi minuti al suo primo giorno di lavoro e per lui, umile orfano cresciuto con lo zio carpentiere, è letteralmente un sogno che si avvera. D’accordo, sarà pure solo un piccolo impiegato, ultima minuscola ruota del carro nell’immenso meccanismo burocratico dell'azienda, ma con gli studi in Giurisprudenza già avviati sogna un giorno non troppo lontano di poter arrivare anche lui ai piani alti e specchiati di quell’immenso edificio. Sogni, appunto. La realtà però al momento è rappresentata dal buio seminterrato dove ha sede il Reparto Produzione Documenti, da tutti semplicemente chiamato Ufficio Stampe, dove in compagnia dei suoi quattro colleghi di sventura tra scartoffie, fotocopie, archivi e fogli contabili dovrà trascorrere le sue nuove giornate. Non che a lui quel tran tran semplice dispiaccia, anzi. O almeno questo è quello che crede. Perché quando nella sua vita in punta di piedi compare Jason Spade, figlio di uno dei più potenti avvocati newyorchesi, con l’idea di mettere in atto proprio grazie al loro lavoro invisibile la truffa del secolo, anche un puro come Mauro riesce a vacillare. L’idea è quella di utilizzare il lavoro di quei cinque disperati per venire in possesso delle più segrete informazioni che arrivano direttamene dai colossi finanziari che operano sulle loro teste e utilizzarle a loro favore. Il profumo di milioni di dollari facili è fin troppo invitante per chi è sulla soglia dell'indigenza, ma l’imprevisto è sempre in agguato...

Un thriller imprevedibile e altamente adrenalinico - seppur nella prima parte fin troppo compassato - , questo congeniato da Nick Santora, ex avvocato e ora notissimo autore TV e sceneggiatore (“Law & Order”, “Prison Break”, “I Soprano”, “Breakout Kings”), dove non solo si riabilita la figura di chi la società ha reso invisibile, ma se ne ribaltano le sorti sfruttando proprio quella situazione di totale anonimato e insospettabilità per congegnare una truffa milionaria. Così i cinque outsider, quelli che per la “Olmstead & Traft” prima erano soltanto numeri, si ritrovano ora per le mani una chance troppo ghiotta per non sognare un immediato e milionario riscatto sia economico che sociale. Ma attenzione, perché il gioco diventerà presto troppo più grande di loro e fatalmente finirà per travolgerli con conseguenze imprevedibili e inimmaginabili.