Salta al contenuto principale

Gli uomini sono come le lavatrici

Gli uomini sono come le lavatrici

Lara è una ragazza nata e cresciuta nel napoletano. Va a Roma a cercar fortuna, soprattutto a cercare la possibilità di costruirsi una vita come la vuole lei. Sa già che avrà nostalgia di ogni cosa, a cominciare dai panini imburrati della mamma che nonostante l’abbiano accompagnata per tutto il percorso scolastico non hanno mai perso il loro sapore genuino capace di far venire l’acquolina in bocca solo a pensarci. Laureata all’Orientale di Napoli, prende un Master in comunicazione a Roma, pagandolo con le ripetizioni di inglese agli studenti delle superiori, finché trova un lavoro come addetta stampa alla Movi(e)-On, casa cinematografica indipendente. Arriva alla cosiddetta svolta: inviti, incontri, impegni, tutto alla grande, anche se non dimentica mai il sano disincanto delle sue radici che suggerisce di non lasciarsi incantare da cotanto luccichio. Indubbiamente però ha di che essere soddisfatta della vita che conduce tra attori, registi, produzioni, Cinecittà... C’è un solo cruccio: l’amore, perché ha incontrato il più farabutto dei farabutti, Eugenio. Solare, ricco, perché figlio di un costruttore edile, una festa dopo l’altra hanno cominciato a frequentarsi quasi subito, tanto che non passa troppo tempo che scoppia il grande amore, finché lei non scopre che quelli di lui non sono viaggi di lavoro, ma... una fidanzata storica con cui vive da anni. Non è stata tradita: l’altra donna è proprio lei! Da non crederci! Decide così di giocargli uno scherzetto niente male...

Il suo stile nello scrivere rispecchia ciò che ci è dato vedere dai suoi programmi in tv: la napoletanità di Caterina Balivo esce dalle righe di questo romanzo di esordio con tutto il suo carico di solarità e ironia. A cominciare dal titolo, che nasconde una filosofia ben specifica: perché le buone lavatrici sono come i fidanzati, bisogna tenersele finché durano, ma soprattutto non bisogna lasciarle mai (le lavatrici) per coloro che verranno dopo, perché sono le uniche cose da salvare tra le macerie di un rapporto che finisce. Beh è ovvio che si deve avere una passione sfrenata per il bucato per poter condividere questa affermazione, soprattutto il non voler mai lasciare i lavaggi a nessuno che può farli al posto nostro. Si deve riconoscere però che la Caterina Balivo scrittrice è una sorpresa: briosa, concreta, spassosa con una storia che, se pur non profondissima, non perde mai di interesse dalla prima all’ultima pagina, dove ha inserito un po’ di sé, ma ha anche inventato, dove ogni ragazza che decide di lasciare la famiglia per costruirsi una vita altrove può riconoscersi, dove la caparbietà vince, ma solo se è basata su meriti, perché la preparazione scolastica e il far tesoro di ogni esperienza premiano. Lettura piacevole anche per il mondo che descrive fatto di grandi incontri, di lustrini scintillanti e delle più classiche Louboutin con la suola rossa, must have di ogni ragazza che segue la moda con passione. Sì, le atmosfere sono un po’ da Sex & the City, dove lo shopping è terapeutico, ma c’è anche il più classico “non è tutt’oro ciò che luccica”, come in fondo ci hanno insegnato le nostre nonne.