Godzilla e altri kaiju

Kaiju, o più propriamente kaijū, in giapponese significa “strana bestia”, “mostro”. Per genere cinematografico (ma anche televisivo, fumettistico e persino letterario) Kaiju si intende quindi un film in cui un mostro - nella maggior parte dei casi gigantesco - scatena la sua furia sul mondo, sulle città. Un genere che in Giappone, sin dall’uscita nel 1954 di Godzilla (Gojira), ha avuto una fortuna incredibile. Ma alla nascita e alla fortuna di questo seminale capolavoro cinematografico contribuirono il successo planetario di film come Il risveglio del dinosauro (1953) e Assalto alla Terra (1954) e la tragedia del peschereccio giapponese “Daigo Fukuryū Maru”, il cui equipaggio durante una battuta di pesca dei tonni fu contaminato da radiazioni provocate da un esperimento nucleare statunitense in cui fu fatta detonare una bomba all’idrogeno sull’Atollo di Bikini, l’1 marzo 1954. Il Kaiju ha conosciuto poi ere diverse. Anche se alcuni sostengono che si spinga ancora più indietro, fino agli anni Trenta, il periodo Shōwa va dal 1954 fino al 1979, comprendendo ben quindici film di Godzilla: è l’epoca d’oro del genere, con creature come Gamera, Mothra e Rodan oltre a molti altri mostri meno conosciuti. Il periodo Heisei va invece dall’inizio degli anni Ottanta al 1998, quando la casa di produzione giapponese Toho, sull’orlo del fallimento, ha venduto la licenza relativa a Godzilla all’americana TriStar Films. Il periodo Millennium è invece cominciato nel 1999 con Godzilla 2000 e si è concluso con Godzilla: Final Wars del 2004 ed è costituito da film tutti inediti in Italia, sebbene abbiano avuto budget sostanziosi e siano di qualità elevata per regia ed effetti speciali. Il 2014 vede l’avvento del periodo Legendary (così battezzato dal nome della casa di produzione che ha rilevato il franchise), che dura tuttora e che ha visto un reboot completo della saga, con una continuity interna tutta nuova che continua di film in film e che ha coinvolto anche la Warner Bros nel cosiddetto MonsterVerse, in cui è entrato a pieno titolo anche King Kong…

Jason Barr nella “vita vera” è Professore associato di Letteratura Inglese al Blue Ridge Community College di Weyers Cave, in Virginia. Ma la sua passione è la cultura pop in tutte le sue forme: ha scritto saggi su Doctor Who e sulle lingue aliene e ora si dedica con trasparente entusiasmo a Godzilla & company. Sui “mostri giganti” giapponesi e sul cinema Kaiju esiste ormai una vasta pubblicistica, purtroppo non sempre tradotta in italiano: preziosa per questo l’opera di Odoya, molto attenta su questo fronte. Il saggio di Barr nasce – nelle parole del suo autore – per “stimolare una discussione accademica che, tranne per poche eccezioni qua e là, ha ristagnato per buona parte dell’ultimo decennio” e che ha riguardato più che altro “un piccolo drappello di fan fedeli e intelligenti”. Uno dei motivi principali per cui lo studio del genere kaiju finora non è stato approfondito e scientifico come avrebbe meritato, secondo Barr, è che chi lo segue con affetto pare refrattario a qualsiasi analisi critica, e chi non lo segue lo bolla come spazzatura buona solo da deridere, puro trash. Lui (ovviamente) con Godzilla e altri kaiju cerca di non cadere in nessuno dei due eccessi/errori e di analizzare con precisione storia e caratteristiche di questo importante sottogenere (o meglio genere a sé, perché come si spiega in uno dei primi capitoli non si tratta né di fantascienza né di horror e ci sono caratteristiche e tematiche precise che si ripetono con costanza). Ci riesce? Solo parzialmente, ma la colpa è probabilmente del suo stile di scrittura, un po’ dispersivo e incline alla ripetizione, più attento alla ricerca “in progress” di un discorso generale che non al ripercorrere cronologicamente o tematicamente una serie di pellicole cinematografiche od opere letterarie. Quando però Barr riesce a mettere a fuoco l’argomento con più precisione – per esempio nei capitoli dedicati al rapporto tra politica giapponese e kaiju o all’importanza del tema dell’inquinamento in questi film – la lettura diventa davvero entusiasmante.



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