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Gotha

Gotha

26 ottobre 1969. Una domenica memorabile per tutti quelli che hanno un ruolo attivo nella ‘ndrangheta. In centocinquanta, in mattinata, si riuniscono nel cuore dell’Aspromonte, in una frazione di Montalto, per la precisione a Serro Juncari. Si tratta del Gotha della ‘ndrangheta della “vecchia scuola”, quella dei Peppe Zappia, ‘Ntoni Macrì e Mico Tripodo. Sono gli anni del boom economico e la ‘ndrangheta agropastorale ha la necessità di bloccare il “nuovo che avanza” con questo cosiddetto summit di Montalto. Dopo quasi quarant’anni l’indagine Crimine è riuscita a determinare l’importanza di questa riunione criminale dove si è verificata per la prima volta la struttura unitaria e piramidale della criminalità calabrese. Il nuovo però non viene arginato e la sua spinta incontenibile porta alla cosiddetta prima guerra di ‘ndrangheta tra il 1974 e il 1976 e che lascia sull’asfalto più di settecento morti ammazzati. Dopo questo autentico terremoto gli equilibri si riconsolidano ulteriormente e viene introdotta la peculiarità che permette alla ‘ndrangheta di fare il suo salto di qualità criminale: la Santa. Questa sub-organizzazione consente ai suoi affiliati di stringere rapporti con il mondo delle istituzioni, degli ambienti eversivi e soprattutto della massoneria. Un sistema di potere inarrestabile la cui zona grigia fa da sfondo ad alcuni dei momenti più tragici della storia repubblicana come il tentato Golpe Borghese, il sequestro Moro, la strategia della tensione della P2 fino agli attacchi al cuore dello stato degli anni Novanta…

Il nuovo saggio di Claudio Cordova, edito da PaperFIRST ossia la casa editrice de “Il Fatto Quotidiano”, è un’inchiesta serrata e precisa sull’evoluzione della criminalità organizzata calabrese. Una corsa al potere che l’ha portata ai vertici della criminalità mondiale, grazie anche ai suoi rinnovati rapporti con pezzi delle istituzioni deviate e con la massoneria. Un’infiltrazione costante spiegata in maniera molto chiara e puntuale che ha raggiunto i gangli dell’economia, del sociale e perfino della Chiesa e di ambienti para-statali molto pericolosi, come i famigerati servizi segreti deviati. Cordova è un giovane giornalista che però si è già distinto per merito su queste tematiche con il suo quotidiano online “Il dispaccio” e con le sue consulenze esterne per la Commissione Parlamentare Antimafia. Il volume è impreziosito da una corposa prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho che ne riconosce il difficile impegno di analisi della mimetizzazione della ‘ndrangheta all’interno della società.