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Grand National

Grand National

Svizzera francese. Carlo Weiss fa il giardiniere paesaggista. La moglie Ana, infermiera, lo ha lasciato e la figlia Mina si è trasferita a Londra per coltivare la sua passione per l’arte. Carlo deve dunque fare i conti con queste nuove assenze, mentre continua a portare avanti il suo lavoro. Ad allietare il suo tempo c’è Agon, suo amico e dipendente, omone dall’aspetto rude, ma dal cuore tenero e accogliente. Agon viene dal Kosovo, dove era un insegnante di francese; fuggito dopo la guerra civile, in Svizzera ha trovato una nuova casa e un nuovo lavoro. È giugno, una lunga giornata di lavoro sta finendo, Carlo sta riaccompagnando Agon a casa sul furgone della ditta, quando riceve una telefonata dalla casa di riposo dove sua madre è ricoverata: la novantenne non si trova più. È fuggita. Carlo inizia a pensare a dove potrebbe essere e dopo qualche giorno ha un’illuminazione: prova a telefonare al Grand National, un hotel di lusso che si trova a Glion, un paesino arroccato dove da giovane la madre consegnava il pane per conto del padre fornaio, ed è proprio lì. Subito Carlo parte per andare a prenderla e riportarla alla casa di riposo, ma l’anziana donna non ha intenzione di lasciare quell’hotel perché, custoditi tra quelle mura, ci sono i ricordi della sua giovinezza e solo adesso è pronta a confessarli al figlio...

Il nuovo romanzo di Roland Buti è una storia improntata sulle relazioni interpersonali. Prima fra tutte quella tra Carlo e la madre novantenne: non hanno mai passato tanto tempo insieme – lui a soli 17 anni ha lasciato casa – e sente di non conoscerla, la sente estranea. Le relazioni che ci racconta Buti sono spesso conflittuali, burrascose, fisiche, al limite della violenza, ma sincere, vere, concrete. Agon è l’emblema di questa fisicità: quando cerca di scoprire qualche notizia della madre dell’amico, non si fa scrupoli a scuotere bruscamente l’infermiera della casa di riposo per ottenere informazioni e, allo stesso tempo, pochi minuti dopo, tiene docilmente tra le sue mani quelle dell’anziana compagna di stanza della fuggitiva e instaura con lei un rapporto di amicizia tanto strambo quanto puro. Ogni rottura che si verifica nella vita di Carlo sembra essere il preludio di una nuova unione: è solo dopo che la moglie Ana lo lascia che entrambi ritrovano una passione carnale che era morta da tempo; è solo dopo che la madre scappa dalla casa di riposo che Carlo scoprirà eventi del suo passato fino a quel momento sconosciuti e che gli permetteranno non solo di conoscerla per davvero, ma di capirla e di comprendere anche il motivo per cui ha deciso di rintanarsi proprio in quell’hotel. Grand National, il quarto romanzo dell’autore elvetico, nella sua brevità, ci dona una delicata storia di umanità. Amore materno, paterno, carnale e amicizia sono i cardini della vita di Carlo, si mescolano e si fondono nella sua persona, li analizza, cerca di comprenderli e alla luce di essi cerca di dare un senso al suo presente e una spinta per affrontare il futuro incerto.