Gridalo

Gridalo

Un ragazzo annoiato fuori da una scuola, prima di entrare, non sa cosa lo aspetta nella vita, non ne conosce le insidie, le sfumature, probabilmente non gli interessano neanche. Per lui è facile pensare in modo schematico, sulle semplificazioni che gli forniscono “gli altri” e quindi non sa che, prima ancora dei talebani, i cristiani sono stati barbari almeno quanto loro: hanno eliminato con facilità le voci scomode come la filosofa Ipazia, brutalmente denudata, fatta a pezzi e poi bruciata. Il fuoco cristiano fu la fine anche di un altro filosofo, Giordano Bruno, accusato di parlare troppo e soprattutto di pensare senza limitazioni: in quella fiamma si consuma il paradosso di una vita trascorsa da giovane domenicano a dare la caccia agli eretici e poi, quasi cinquantenne, anche se ne mostrava meno a detta di molti, perseguitato e giustiziato in una pubblica piazza, per invidia della sua memoria, per paura delle sue idee. Il ragazzo annoiato ignora queste verità: in fondo non gli servono. Eppure deve conoscere queste e altre verità, deve svegliarsi dal torpore e lasciarsi travolgere dall’indignazione per una ingiustizia. La più grande è quella di vedere le verità nascoste: deve gridare la sua indignazione corpo con tutta la sua forza come un atto di ribellione, deve imparare a conoscere chi nella vita vuole nascondere la verità e delegittimarne i paladini, come succede ad Anna Politovskaja, strumentalmente ritratta seminuda su alcuni manifesti sui palazzi russi, insieme a quei soldati che ha sempre condannato per la loro brutalità nei confronti delle donne cecene. Anna ha osato ribellarsi al pensiero comune, ha osato pensare con la sua testa in un paese governato dalla dittatura. Perché tutte le dittature del mondo nascono dalla convinzione di poter modificare, gestire ed addestrare il pensiero della gente: quando sei di fronte a tutto questo, gridalo!

Roberto Saviano sceglie, per il suo nuovo lavoro, la forma del dialogo con un tu immaginario, che poi in parte è un io: il suo interlocutore è se stesso giovane, ma anche un qualunque adolescente, a cui decide di fornire una mappa ed una bussola per potersi orientare fra le insidie della storia. Partendo sicuramente dalle sue vicende personali che lo hanno spesso visto al centro di mistificazioni e calunnie, nei 30 saggi brevi -impostati come narrazioni e racconti, ma in realtà ampie e documentate riflessioni- raccolti nel volume edito da Bompiani e che prende il titolo di denuncia Gridalo!, l’obiettivo dello scrittore è quello di dare una indicazione morale e metodologica, prima ancora che storica: le narrazioni non sono mai solo quelle che sembrano, hanno dei risvolti meno noti che sfuggono alla vulgata e per questo sono più difficili da ricostruire. Dietro ad un fatto si nascondono motivazioni e censure, dietro ad una condanna sono nascosti uomini che agiscono per invidia, gelosia, piccoli vizi privati, orgoglio prima ancora che ideologie. Per questo volume è un bell’esempio di scrittura militante. L’estrema adesione agli eventi e la commistione fra i fatti narrati e le vicende personali portano Saviano a trascurare, volutamente, la forma per renderla il più diretta possibile: questo l’unico eccesso artistico, ampiamente superato e superabile, di una testimonianza civile che aiuta un po’ tutti a ritrovarsi. Saviano accompagna il lettore in questa lunga passeggiata, fatta di testi e di contesti, di storie e interpretazioni, di scavi. È un invito a non essere superficiali, a non essere indifferenti.



0

Fai una donazione!

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER