Guida all’immaginario nerd

Guida all’immaginario nerd

Chi è il nerd? Quando nasce questa etichetta? Molto prima di quanto pensiamo, ma forse i nerd non sono mai esistiti. Oppure sì. “Nerd” vuol dire tante cose e si può essere nerd per motivi storici e anagrafici, oppure a causa dei propri interessi o hobby, ma anche per il ruolo che si ricopre all’interno della società e per il modo con cui ci si rapporta con gli altri. Eppure in realtà non esiste una definizione univoca, non c’è un manifesto della nerditudine. Innegabile non ammettere che la cultura nerd cominci a dare segni di vita con lo sviluppo tecnologico, in particolare della tecnologia informatica. Sono gli anni Ottanta e iniziano a diffondersi i computer, con il loro linguaggio criptico, rappresentanti di un vero e proprio status symbol. Un linguaggio privo di mouse e di riferimenti grafici, pertanto roba per pochi iniziati. Si iniziano a formare le prime comunità di nerd, pochi eletti in grado di decifrare e utilizzare questo magico dispositivo. Poi arrivano i videogiochi, che rappresentano una cesura nel mondo dell’intrattenimento, ancora focus di numerosi dibattiti rispetto alla considerazione di forma d’arte (oppure no). I videogiochi o videogame determinano dei cambiamenti a livello sociale, sovvertono convenzioni, valori e schemi. In poco più di trent’anni il mondo cambia e nel Duemila il mondo nerd diventa un po’ meno roba di pochi. Diventa fluttuante, osmotico, in continua evoluzione nel tentativo di rincorrere se stesso…

Il termine “nerd” è ormai entrato nell’uso comune, con significati spesso fantasiosi, in base al contesto. Se ami le serie tv e sei capace di divorare puntate su puntate senza dormirci la notte, sei nerd. Se smanetti al pc in una strana lingua fatta di codici incomprensibili ai più, sei (molto) nerd. Se fai il programmatore informatico sei nerd per forza di cose (non puoi non esserlo). A volte anche se non esci di casa per 24 ore, diventi un po’ nerd. Nerd uguale pigrizia? Nerd uguale intelligenza superiore alla media e vista a infrarossi? Di solito le cose che non conosciamo ci sembrano complicate, a volte ci fanno addirittura paura. Se non sei nerd, temi i nerd. Ma chi l’ha detto che tu non lo sia? In Guida all’immaginario nerd cinque autori ci accompagnano in questo mondo fatato e, se vogliamo, affascinante, chiarendo sin da subito che non ci daranno molte certezze. Fabrizio Venerandi, Jacopo Nacci, Gregorio Magini, Alessandro Lolli e Irene Rubino ci raccontano il “nerdismo”, ognuno dal proprio punto di vista, in un volume corposo che include anche molte schede di approfondimento con nozioni più specifiche su alcuni argomenti precisi, redatte da pilastri del mondo nerd italiano. A loro è affidato l’arduo compito: spiegare chi è il nerd, per quanto possibile in modo poco nerd. Uno dei massimi rappresentanti di questo popolo? Secondo Alessandro Lolli è Bart Simpson, che pur essendo un mezzo teppista è un grande appassionato di fumetti, “oggetti” che spesso accompagnano il mondo nerd. Se all’inizio “nerd” voleva dire “emarginato”, con il passare degli anni e in particolare con gli anni Duemila, nerd inizia a “fare figo”. Guida all’immaginario nerd restituisce storia, fondamenta e consapevolezza al fenomeno che ha contrassegnato gli ultimi decenni. Ciascun capitolo è una chicca in cui sguazzare in memoria dei tempi ormai andati, attraverso gli affascinanti sviluppi della tecnologia che hanno determinato dei cambiamenti storici a livello sociale, dapprima guardati con sospetto, successivamente adorati. Ma “nerd” non è solo tecnologia, è arte, letteratura, cinema. Ce lo dimostrano i festival di comics e l’avvento di innumerevoli stagioni delle nostre serie tv preferite. Perché, in fondo, chi non è un po’ nerd?



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