Hated - Gli occhi del demone

Hated - Gli occhi del demone

Isy viaggia con un demone, Veil, catturato dal padre prima di morire. L’uomo infatti era un cacciatore di demoni e ha insegnato tutte le tecniche di caccia alla figlia, in modo che potesse diventare cacciatrice anche lei, mentre la madre è stata uccisa dai demoni quando Isy era ancora una bambina. Veil invece è un demone del vento, e in lingua Thulir il suo nome vuol dire “odiato”; questo perché il padre sperava che il figlio fosse rispettato e temuto una volta grande. “La sua bellezza non è umana, ti costringe a distogliere lo sguardo. È il simulacro di tutti i peccati. Nella sua perfezione angelica risiede l’oscuro potere dei Thulir”. Suo padre è stato ucciso proprio da un cacciatore, tempo prima: sì, il padre di Isy, e ora la ragazza lo sta portando al Tempio, dove sarà venduto ai monaci e poi ucciso. A tenerlo prigioniero sono delle catene ma soprattutto i Bracciali di Acciaio Nebbia, che gli stringono i polsi, impedendogli di fuggire. “Una volta incatenato il demone sarà costretto a fare ciò che vuoi: puoi ordinargli di cacciare per te, di uccidere per te. Non allearti mai con un Thulir, anche se ti sembra benevolo. Non fidarti della sua parola. Non lasciarti sedurre dalla sua bellezza”, così si esprimeva il padre in merito a questa razza di demoni. Isy è spaventata ma attratta al tempo stesso da questo essere con cui sta viaggiando da ormai dieci anni. Le parole del padre rimbombano chiare nella sua testa: non deve farsi persuadere o sedurre da un demone, perché è proprio ciò che faranno, ovvero compiacere il proprio padrone per altri scopi. Nonostante ciò Veil ha un fascino quasi divino, e la sua forza non umana sembra che sia contenuta ma che possa manifestarsi da un momento all’altro. Proseguono il cammino verso il Tempio e si immergono in una delle tante folte foreste, dove l’oscurità avvolge tutto. Questa volta però il vento soffia più del solito e un pensiero agghiacciante si fa largo nella mente di Isy: altri Thulir pronti a liberare Veil e a cibarsi della giovane cacciatrice...

Chiese abbandonate, luoghi desertici e decadenza fanno da sfondo a Hated - Gli occhi del demone, urban fantasy della scrittrice Angelica Elisa Moranelli, ambientato in un futuro post-apocalittico i cui convivono uomini e demoni. Non esiste più una società organizzata (al massimo qualche piccolo villaggio) o degli intenti collettivi, ma al contrario tutto è caos, disordine. Di libri non ce n’è più traccia e infatti un aspetto centrale è quello della memoria. Uno dei pochi libri rimasti lo possiede Isy, è stato tramandato dai suoi avi di generazione in generazione secondo una tradizione ormai consolidata. Il libro contiene la memoria di com’erano le cose un tempo, e di come funzionava il mondo prima dell’apocalisse. Un particolare che ricorda Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, in cui in segreto si tramandano oralmente i grandi libri del passato attendendo l’era in cui i libri torneranno a essere ristampati, e non più bruciati. Isy e Veil sono due esseri diversi: lei umana, lui demone, e da quando il padre di lei ha catturato Veil sono all’interno di una dinamica servo- padrone. Il servo sembra però avere la forza di ribaltare i ruoli, e questo è quello che più intimorisce Isy. Lo osserva e si sente vulnerabile ai suoi occhi, sia per il pericolo che fiuta sia per la bellezza e perfezione del demone, che la seduce. Il punto di vista è sempre quello di Isy, e questo avvalora un alone di mistero e indecifrabilità che avvolge Veil. La ragazza però si rende conto di avere davanti a sé un essere non così diverso da lei, capace di agire e patire esattamente come lei. Si accorge anche che in fondo la presenza di Veil è un bene, una compagnia senza la quale si ritroverebbe completamente sola, abbandonata. Un altro tema infatti è la paura di rimanere soli. In un luogo in cui la stessa società è scomparsa, l’uomo deve trovare da sé le forze, e per Isy, che in fondo è ancora giovane, una ragazza, è terrorizzante un pensiero simile, soprattutto in un mondo mosso dall’odio, dalla diffidenza. Perciò passare il proprio tempo con un altro essere vivente (che sia umano o demone, poco importa) è più che confortante. Hanno bisogno l’uno dell’altro, e la semplice compagnia di Veil non tarderà a mutare in un amore profondo e complicato, attorno al quale si sviluppa la storia del romanzo.



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