I Cariolanti

I Cariolanti

Bastiano è un bambino di nove anni nel 1918, quando il papà Aldo – per evitare di essere chiamato al fronte – decide di nascondersi, insieme con lui e la mamma, in una botola scavata alcuni anni prima nel mezzo di un bosco e fino a quel momento utilizzata per cacciare la selvaggina. In quel rifugio sotterraneo, da cui solo il padre usciva una volta al giorno alla ricerca di pane e cibo, è costretto a sopravvivere per oltre quattro anni in situazioni pietose, abituandosi a tollerare ogni forma di bestialità e a nutrirsi persino di carne umana. Quando la famiglia torna a vivere in superficie, in una baracca ricostruita nei pressi delle fontane, le condizioni non migliorano di molto, a causa della miseria più nera da cui è vessata. Nel frattempo Bastiano è divenuto un ragazzo bello come un angelo, ma ha ormai assunto atteggiamenti che lo rendono simile a un animale selvatico o a un ritardato mentale. Lavora come garzone di uno stalliere presso la tenuta dei Tempesti, dove s’innamora della loro figlia minore Sara. La ragazzina, interessata ai suoi racconti di vita in mezzo a piante e animali, si lascia trasportare in una grotta sperduta in un bosco dove Bastiano, in un maldestro tentativo di possederla, finisce inavvertitamente per ucciderla...

I Cariolanti è un romanzo che fruga senza pietà nel ventre ferino di una regressione civile, succhiando tutti i frutti peggiori dell’animo umano. Una vera e propria discesa agli inferi, in un vortice di efferata e inaudita brutalità che ci porta fino ai limiti dell’inverosimile e proietta il testo ben oltre la nostra immaginazione. Il complesso rapporto tra Bastiano e il mondo esterno viene evocato da una scrittura la cui originalità inventiva si ritaglia con totale disinvoltura nella logica più spregiudicata del male. Il protagonista segmenta in tredici capitoli il resoconto dei disagi della propria indole, segnata da un’educazione disumana e violenta, e i conseguenti sobbalzi di un itinerario esistenziale che si dispiega, come una danza macabra, in un crescendo di feroce e cruda malvagità. La dirompente carica di delirio omicida a cui Bastiano si abbandona, nel momento in cui conosce e tenta di seguire le leggi e le forme di un mondo a lui invariabilmente estraneo, è il frutto malato di una ricerca di integrazione sociale fatta di contatti e di intrecci ora crudeli, ora inquietanti o allarmanti, ma sempre sorprendenti. Manifestazioni che consegnano al lettore il ritratto di una creatura che ha vissuto pesanti traumi, rispondendo al destino con una naturalezza pari solo alla rabbia che porta dentro di sé come un sangue maledetto.



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