I cinesi in Italia durante il fascismo

1983. Philip W. L. Kwok, giunto a Napoli dalla natìa Cina nel 1975 grazie a una borsa di studio e negli anni seguenti laureatosi in Filosofia e sposatosi con la bibliotecaria Albertina Forti, incontra a Roma un anziano cinese che gli racconta qualcosa di cui lui – e con lui anche gli organi d’informazione italiani e il pubblico – non ha mai sentito parlare: in Italia negli anni Trenta viveva una piccola ma ben integrata comunità di cinesi, che nel dicembre 1941 però – a seguito della dichiarazione di guerra da parte della Cina a Germania, Giappone e Italia – cadde in disgrazia perché a quel punto formalmente costituita da “sudditi di Paesi nemici”. Le questure italiane iniziarono a provvedere al fermo dei cinesi presenti sul territorio italiano e, constatata l’impossibilità del rimpatrio a causa del blocco navale britannico, provvidero all’internamento in piccoli campi di concentramento. Inizialmente si impiegarono soprattutto i campi di Pereto, Tossicia e Civitella del Tronto in Abruzzo e di Boiano in Molise, ma in capo a pochi mesi il campo di riferimento per i cinesi diventò Isola del Gran Sasso. L’anziano cinese, che si fa chiamare Mario Cheng, ha sposato una signora italiana, Concettina Flacco, che mostra a Kwok un vecchio ritaglio di giornale con un articolo che parla del marito, intitolato “Un cinese di Roma”. Nell’articolo si fa cenno a questo periodo di internamento subito da Cheng durante la Seconda guerra mondiale. È proprio in questa occasione, in un paesino abruzzese, che l’uomo ha conosciuto la sua futura consorte…

Pubblicato per la prima volta nel 1984 da Tommaso Marotta Editore e ormai esauritissimo, torna disponibile grazie all’impegno e alla passione della figlia Luna Cecilia questo libriccino firmato dallo scomparso Philip W. L. Kwok, studioso cinese napoletano d’adozione che per molti anni si è impegnato in un appassionato lavoro di divulgazione della cultura cinese in Italia. Il cuore del volume è la raccolta del poco materiale disponibile su un episodio molto poco conosciuto della storia del Ventennio, sul quale si inizia così a fare luce: “Kwok si imbarcò in questa impresa in seguito all’incontro con uno degli ex internati cinesi, “Mario” Cheng Chi Chang (vero nome Zhèng Qĭyóu), […] scegliendo di operare un’indagine sul campo nei luoghi più importanti dell’internamento di massa dei cinesi residenti in Italia allo scoppio della Seconda guerra mondiale: Tossicia e Isola del Gran Sasso in Abruzzo, Ferramonti di Tarsia in Calabria”, spiega il curatore Daniele Brigadoi Cologna dell’Università degli Studi dell’Insubria nella sua prefazione. Il resto del libro è oggettivamente più trascurabile, se non inteso come tributo affettuoso all’autore da parte dei familiari. A foto e notizie biografiche su Kwok si accompagnano un brevissimo compendio di storia cinese (che precede la trattazione dell’argomento principale) e una timeline di viaggi ed esplorazioni compiute da cinesi tra 650 a.C. e XIV secolo (che chiude il volume).



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