I cospiratori

I cospiratori

Il vecchio, con tutta calma e in assoluta tranquillità, esce in giardino. Raeseng regola il fuoco del mirino e tira all’indietro la leva di caricamento della sua arma. Il proiettile, entrando nella camera di scoppio, fa un rumore secco. Il vecchio si guarda intorno. Nulla si muove, eccezion fatta soltanto per la cima degli abeti che svettano protesi verso il cielo. Il bosco è completamente silenzioso. Non vola un uccello, non c’è un insetto che ronza. Con quella quiete, il rumore di uno sparo si propagherebbe molto lontano. E se qualcuno lo sentisse, si domanda? E se accorresse lì, si chiede? Raeseng però scaccia via l’improvviso e improvvido pensiero con risolutezza. Da quelle parti, d’altro canto, i colpi d’arma da fuoco sono assolutamente frequenti. Chiunque riterrebbe, udendone uno, che si tratti di null’altro che una pallottola sparata da uno dei tanti bracconieri a caccia di cinghiali. Chi perderebbe tempo a spingersi nel bosco per indagare sull’origine di un solo sparo? Eppure…

La sua prima comparsa negli scaffali coreani risale a nove anni fa: ora, finalmente, approda anche in Italia e va dato atto alla traduzione di Alberto Pezzotta di aver reso intrigante e accessibile un testo che presenta per sua stessa natura, per quello che è il sostrato dal quale prende le mosse, numerose, controverse e contraddittorie complessità, amalgamando con raffinatezza argomenti all’apparenza inconciliabili. Vibrante, potente, avvincente, calibrato, ricco di livelli di lettura, chiavi d’interpretazione e citazioni, strutturato con misura e criterio, senza esagerazioni che renderebbero il tutto molto meno piacevole, congegnato in modo finissimo – c’è una continua, ma sempre orchestrata alla perfezione, contaminazione di livelli – racconta in apparenza una vicenda non particolarmente originale, ma che proprio il modo in cui viene raccontata in realtà esalta. La storia è infatti quella di un serial killer, che, avendo scelto quella professione, non è chiaramente portato a farsi troppe domande etiche. Nel momento in cui però una situazione del tutto imprevista e particolare insinua in lui il dubbio, ecco che si affacciano alla soglia della sua coscienza numerose meditazioni esistenziali assolutamente coinvolgenti e soprattutto convincenti, dato che non intralciano affatto, anzi, lo sviluppo della trama.



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