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I due gemelli

I due gemelli

Budapest, metà degli anni Trenta. Aron e Beniamino sono due gemelli sempre in lotta e fin dal periodo dell’allattamento si contendono l’amore della madre, che a causa di un difetto può nutrire i suoi piccoli sono da un seno. Una volta svezzati, la disputa esistenziale dei due gemelli inizia a comprendere vari oggetti da cui sono attratti. Giunti in età scolare emergono le loro personalità, più calmo e riflessivo Aron, più vivace Beniamino, ma entrambi due ottimi studenti, fino a quando il primo si ammala gravemente ed è costretto ad affrontare una lunga degenza ospedaliera. Il fratello è barcamenato tra il dolore e l’impazienza di cogliere la ghiotta occasione, che gli permetterà di avere tutto per sé l’amore della madre. Al suo ritorno Aron è ancora debole e Beniamino, ormai certo dell’affetto che nutre nei suoi confronti, fa di tutto per aiutarlo a rimettersi in forze, ma passato questo difficile periodo la rivalità tra i due ricomincia. Lo loro lotta conosce un nuovo momento di pausa con il conflitto mondiale e il pericolo di essere deportati dai nazisti, perché di origine ebraica. I protagonisti tornano in pericolo con la rivoluzione ungherese del 1956, duramente repressa dai carrarmati sovietici. Aron e Beniamino sono poco più che adolescenti, ma malgrado la loro giovane età vengono sollecitati dai genitori a espatriare come clandestini, in cerca di un futuro migliore in uno stato occidentale democratico. Aron va in Italia e si sistema a Pavia, Beniamino finisce a Londra. Per lungo tempo non fanno avere loro notizie alla madre e anche quando riprenderanno i contatti epistolari, potersi incontrare con i genitori resterà molto difficile, per la loro condizione di prigionieri del regime comunista ungherese. Intanto Beniamino scopre la sua passione per gli studi di economia e si iscrive alla Bocconi, mentre è ospitato da una famiglia benestante che lo sfrutta come una sorta di tuttofare; Aron, che al pari del fratello è costretto a lavorare per mantenersi, all’ateneo di Pavia decide di dedicarsi agli studi scientifici. Si ritrovano ormai prossimi alla laurea, pronti per spendere al meglio le loro conoscenze, ma non hanno dimenticato la vecchia rivalità...

C’è un filo sottile, ma assai resistente, che unisce il destino dei gemelli. Nati dalla stessa cellula che si è sviluppata in due individui distinti, i gemelli nel loro inconscio sanno di essere un'unica persona separata in due esseri viventi. Il loro legame è inscindibile, ma vivono un rapporto ambiguo; amore e odio, rispetto e desiderio di sopraffazione convivono in loro. È questa complessa e contraddittoria condizione emozionale che Giorgio Pressburger, seguendo la sua esperienza di gemino, vuole comunicare, fino alla convinzione dell’esistenza di un contatto telepatico tra i gemelli e la madre, che supera ogni distanza terrena e ogni genere di difficoltà. L’aspetto autobiografico è innegabile. L’autore è di origine ungherese e con il fratello gemello Nicola è fuggito ancora adolescente dalla patria nel 1956, per avere una nuova vita in Italia. I due protagonisti, malgrado da piccoli abbiano sofferto perché costretti a dividersi non solo l’amore della madre, ma ogni aspetto piacevole della vita, non riescono a rimanere separati e si riuniscono costantemente ma solo per riaccendere la loro rivalità. Sono convinti che prima o poi uno dei due prevarrà sull’altro e che a vincere sarà necessariamente il migliore. Tutto ciò porta ad alcuni momenti in cui il loro scontro raggiunge l’eccesso, come quando ormai adulti e sposati si picchiano furiosamente. Altrettanto interessante, ma dettata da una condizione emotiva complessa, è la decisione di scambiarsi le mogli per permettere ad Aron, sposato a una donna con difficoltà a procreare, di avere un discendente genetico per evitare che la sua esistenza vada persa, destino che secondo la cultura dei due gemelli è riservato all’uomo senza figli. In un colloquio a quattr’occhi i protagonisti parlano di questa possibilità, Pressburger poi lascia intendere che il tradimento viene realmente messo in atto. Ma si può parlare veramente di tradimento? Anna ed Elisa, le mogli dei due gemelli, devono essere consapevoli di aver sposato geneticamente la stessa persona. Nelle parole di Aron e Beniamino mentre discutono del progetto di scambiarsi le mogli, non c’è volgarità e nemmeno cattiveria, ma solo il desiderio di consolidare il loro rapporto, fatto di rivalità ma anche e soprattutto di un legame affettivo profondo e per certi aspetti mistico. Giorgio Pressburger è stato regista e autore televisivo, teatrale e radiofonico. Insieme al fratello gemello ha scritto Storia dell’ottavo distretto (1986) e L’elefante verde (1997), poi con la morte di Nicola nel 1988 ha continuato la carriera letteraria, a cui ha affiancato varie candidature politiche. È morto a Trieste nel 2017, l’anno in cui è stata pubblicata la sua ultima opera Don Ponzio Capodoglio.