I figli del lupo

I figli del lupo

Berlino, fine maggio 1945. È una notte gelida, nonostante sia fine primavera. Otto, accovacciato dietro un cumulo di macerie, vede il suo alito brillare alla luce della luna e si copre immediatamente la bocca con la sciarpa nera consunta, tutta buchi e strappi, che non si è ancora deciso a buttare via perché si tratta di un regalo ricevuto dalla madre. Helene sbircia oltre il bordo di un ampio cratere a pochi passi da un deposito di provviste sovietico e anche Otto allunga il collo per dare un’occhiata, nonostante sappia benissimo - all’addestramento militare della Gioventù hitleriana lo ha sentito ripetere fino allo sfinimento - che ci si deve sporgere a guardare solo a turno. La ragazza lo strattona per il colletto e lo costringe ad abbassare la testa. Non devono assolutamente farsi vedere; a quell’ora c’è il coprifuoco e, se qualcuno li scopre, non esiterà a sparare a vista. Ma nessuno dei due ragazzi ha mangiato alcunché quel giorno e di fronte a loro c’è un tesoro. Accanto al perimetro del deposito ci sono pile di carne in scatola, squisita. Devono studiare bene il tempo che occorre alla guardia per completare il giro di ronda; poi devono agire senza esitazione. Al segnale convenuto, balzano in piedi tenendosi chini e avanzano furtivi tutto intorno al perimetro del campo, inseguiti dalle loro ombre illuminate da potenti lampade. È il momento più tremendo, ma i due ragazzi sono coraggiosi, e hanno fame. Raggiungono il deposito in pochi secondi, Helene allunga una mano attraverso un buco della vecchia tenda all’interno della quale sono impilate parecchie lattine e ne afferra una alla volta, passandole ad Otto che le infila nello zaino. Quando non c’è più tempo si fermano, percorrono la strada a ritroso e scappano, più veloci che possono. Più tardi, quando sono al sicuro, controllano il loro bottino. Dodici lattine, niente male per una notte di lavoro. Hanno di che nutrirsi per qualche giorno, sia loro due, sia gli altri che li stanno attendendo nel loro rifugio segreto: Ulrich, il fratello minore di Otto, e i gemelli Erich e Klaus...

Lo scrittore britannico Paul Dowswell, che è piuttosto noto in Italia e che per Feltrinelli ha già pubblicato romanzi ambientati in contesti legali alla guerra (Tra le mura di Berlino, Ausländer, l’ultima alba di guerra) torna con una storia che si dipana nella Berlino occupata nel maggio 1945 dall’Armata Rossa. Sono trascorse poche settimane dalla caduta del Terzo Reich e la città, in mano a soldati russi, inglesi e americani, si presenta come un cumulo di macerie dove l’anarchia impera e ci si accapiglia per qualcosa di commestibile, qualunque cosa. Otto ed Helene, due giovani berlinesi separati dai rispettivi genitori a causa della guerra e legati da un fortissimo rapporto di amicizia, sono stati fortunati, perché hanno trasformato una sala di quel che resta dell’ospedale nel loro rifugio segreto e lo dividono con altri tre ragazzi, più piccoli di loro e quindi da proteggere. In una città allo sbando, senza acqua né cibo, tutti sono contro tutti e la lotta alla sopravvivenza è spietata e non conosce regole. È per questo che, quando Otto ed Helene, al ritorno da una missione in cerca di cibo, portano al rifugio Hanna, una bambina sola che hanno trovato nascosta in una casa, non tutti sono contenti di avere una bocca in più da sfamare, per di più inutile perché ancora troppo piccola. Ecco che esplodono con tutta la loro forza i precetti nazisti così fortemente radicati nei giovani, alcuni dei quali si sono riuniti in un movimento - i figli del lupo - che persegue ideali di terrore e violenza. Dowswell propone un grande romanzo corale nel quale ciò che emerge è la grande abilità nel far convivere descrizione ed azione, storia ed avventura. Il contrasto ben presentato tra i due fratelli, Otto ed Ulrich- uno ancora fortemente legato all’ideologia nazista e l’altro già proiettato nel futuro- rendono comprensibilissimo anche al bacino di utenza cui la lettura è indirizzata il disorientamento, lo sconcerto di un popolo annientato dalla guerra ed incapace di individuare con certezza da che parte siano “i buoni”. Una lettura intensa che appassiona e invita i giovani lettori ad indossare i panni di Otto, Helene e degli altri ragazzi, per vivere con loro le vicende e i colpi di scena che li vede protagonisti, fino ad arrivare insieme a loro alla presa di coscienza degli orrori legati al nazismo, della crudeltà e della barbarie di un regime che ha scritto una delle pagine più inumane e dolorose del secolo scorso.



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