I gatti lo sapranno

Il 26 maggio del 2005, la processione indetta in occasione della festa del Corpus Domini attraversa le vie della capitale. Il commissario Ponzetti è impegnato a coordinare l’ordine pubblico nella Piazza di San Giovanni dove si svolge la messa officiata dal nuovo Papa. Tutti gli agenti al suo servizio risultano occupati, poiché in tale circostanza ogni anno occorre regolare il flusso caotico del traffico. Quando il corteo è ormai in vista della Basilica Ponzetti si accinge a fare rientro in commissariato. Ad attenderlo trova Arturo. Il noto barbone del quartiere lo informa che nel frattempo è successo un guaio. Un’auto ha investito la gattara. In quel momento squilla il cellulare. Una volante l’ha appena trovata riversa al suolo in via Turati. Sembra morta. Il colpo doveva essere stato forte, eppure non c’è sangue sparso sulla strada. Il commissario conoscevo la Sora Giovanna da almeno dieci anni. Era una ex sarta, vedova e con un figlio morto di recente. Un figlio drogato, che usciva ed entrava dalle comunità di recupero. Tutte le sere faceva la stessa strada, verso le nove, dal suo portone a piazza Manfredo Fanti; spendeva una magra pensione in cibo per gatti e nutriva la colonia felina dei giardinetti dell’Acquario. Nessuno ha visto né sentito nulla. Ma c'è qualcosa di strano, dettagli fuori posto che il commissario Ponzetti cerca di riordinare con la sua logica lenta e testarda. Mentre l'anziana donna è ricoverata in coma al San Giovanni…

Giovanni Ricciardi in questo primo libro dedicato alle investigazioni del commissario Ponzetti mescola insieme estro e spessore umano, noir e commedia rionale in un cocktail di scrittura fluente dal sapore gradevole, anche se forse non basterà a saziare la sete febbrile con cui il lettore di genere ingurgiterà le sue pagine. La trama non risulta, infatti, assai intrigante e non è sostenuta da quel ritmo avvincente che ci fa tenere incollati alle pagine con il desiderio di conoscere l’esito della vicenda. Al punto che il delitto appare di fatto come una componente secondaria del libro. Non è questo il precipuo interesse di Ricciardi, che privilegia invece il tono della commedia rispetto all’enfasi del crescendo poliziesco. Ma il libro riesce nondimeno a farsi apprezzare per la debordante ricchezza iperrealista dello sfondo, su cui lo scrittore ritrae, con l’immediatezza di una scrittura cinematografica e l’abile caratterizzazione dei personaggi, l’affresco ambientale del rione romano dell’Esquilino. È della vicenda umana e sociale dei suoi abitanti che ci parla l’autore, nonché di quella dello stesso Ponzetti, a cominciare dai risvolti interiori e dai sogni frustrati. Tanto da toccare corde profonde del nostro cuore con suggestiva vena romantica.

 


 

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