I gerani di Barcellona - La saga dei Torres

I gerani di Barcellona - La saga dei Torres

Anni Venti, Malaga. Esiste un posto magico, un giardino meraviglioso pieno di piante giunte da ogni parte del mondo, di proprietà di Don Rafael Torres, un uomo alto, biondo, con gli occhi azzurri. Grazie a un’eredità e all’acquisto di una nave, l’uomo può vivere alla grande, raggiungendo tutti gli obiettivi che si prefissa, ma soprattutto smettendo di navigare e occupandosi della sua tenuta vicino al mare e dei figli da crescere avuti da Beatrice, la più grande dei quali, Rosario, sicura di sé e anche un po’ superba, disprezza la madre, debole, triste, poco aggraziata. Al centro de “La Macarena”, questo giardino strepitoso, si erge la casa dei Torres, perfettamente mimetizzata con ciò che la circonda. I figli di Don Rafael sanno che qualsiasi direzione prendano nel giardino della loro casa non mancheranno le sorprese, perché è quello che vuole il padre, siano esse tavoli imbanditi o caramelle appese agli alberi, o libri con delle belle storie abbandonati su una delle panchine. E il personale fa del suo meglio per accontentare il padrone, cercando di superarsi, anche perché quel gioco delle sorprese piace anche a loro. Un giorno di sole, però, Don Tomàs porta a Don Rafael una brutta notizia: la nave è affondata a causa di un temporale, il carico è finito a fondo con l’imbarcazione, l’equipaggio con le scialuppe ha raggiunto terra tranne il capitano e due membri del personale di bordo che sono dispersi. Don Rafael è sconvolto, prende in mano la situazione, manda Don Tomàs a casa, ma tutto ciò che può fare è coprirsi il viso con le mani e piangere tutte le lacrime che ha...

Sarebbe il caso di dire che si tratta della saga DELLE Torres, perché di donne si tratta, anzi nello specifico di Rosario (Charito) e Remedios, perché tutto il resto della famiglia esce di scena molto presto. Di contro e in parallelo, c’è anche la storia di Tobìas, l’uomo che poi sposerà Rosario una volta ritornato dal suo viaggio di studio americano. Ognuno ha le sue caratteristiche, i suoi amori, le sue passioni: Remedios e i suoi gerani; l’ambiziosa Rosario e i suoi uomini a cui dice ogni genere di sì, pur di poter cantare; il resto della famiglia distrutto da uno sparo e condizionato da una terza sorella, Rocio, di cui si perdono le tracce. Una saga familiare che parla spagnolo e ha tutte le caratteristiche di questo Paese mediterraneo, riportandoci scorci mozzafiato e tutto il sole da cui è baciato, ma anche tutta la sua vitalità. E il lettore viene portato per mano proprio attraverso la Spagna, da Malaga a Barcellona, passando per Algeciras e, soprattutto, attraverso quasi un mezzo secolo non proprio semplice, tra insurrezioni, la dittatura di Franco, la Seconda Guerra Mondiale, durante la quale anche lo stesso Tobìas, quanto di più lontano dal crimine di qualsiasi genere e di qualsiasi entità, finisce in galera e solo per essere stato colto in strada mentre cercava di ritornare a casa. Mondi differenti, dal lusso alla povertà, passando per strade “illecite”, pur di arrivare, con gioielli incredibili che finiscono in fondo a una borsa... Perché per le “donne dei gerani” è fondamentale far valere i propri desideri, arrivare ovunque si sono prefissate, anche in modi... diversi. Una prima prova senz’altro ben riuscita quella della pedagoga Carolina Pobla, che per questo suo primo romanzo si è ispirata alla storia dei suoi nonni paterni.



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