I miei primi 54.000 anni

L’esile giovane donna aveva capelli neri, crespi e la carnagione scura. Portava solo un laccio attorcigliato intorno ai fianchi dal quale pendevano conchiglie blu e rosse che oscillavano ad ogni suo passo. In mezzo ai seni nudi un laccetto di cuoio con un amuleto: un uccellino realizzato in corno di gazzella. Sulle montagne aveva incontrato un uomo alto quasi quanto lei ma più robusto. Aveva occhi marroni ma una carnagione più chiara e capelli lisci. Il loro incontro aveva lasciato dentro di lei il seme di un bambino. Il gruppo a cui la donna apparteneva, che si trovava sul lago Lisan, si era spostato un po’ più a sud nella speranza di essere lasciati in pace dagli Altri, i troll che erano completamente diversi da loro in quanto parlavano in modo strano, gli abiti erano semplici, privi di ornamenti. Il bambino nacque forte e robusto ma non assomigliava ai bambini del loro gruppo. Aveva la carnagione chiara, il mento piccolo e le arcate sopraccigliari meno prominenti. Gli altri membri lo chiamavano “piccolo troll” nutrendo dei sospetti sulla sua origine. La sciamana predisse che il bambino avrebbe avuto numerosi discendenti che si sarebbero incamminati verso ogni angolo del mondo per moltiplicarsi all’infinito. Ed è questo che poi avvenne, poiché la maggior parte degli esseri umani può avere tra i suoi progenitori un piccolo Troll. Il luogo dello scambio sessuale con i neanderthaliani potrebbe essere avvenuto in Medio Oriente, probabilmente in Galilea, in quanto quello era un corridoio che veniva percorso dalle genti che arrivavano dall’Africa…

Inizia in maniera così coinvolgente il racconto e la ricostruzione delle origini dell’umanità. Karin Bojs, giornalista e divulgatrice scientifica per vent’anni caporedattrice del “Dagens Nyheter”, il più importante quotidiano svedese, con I miei primi 54.000 anni, che ha vinto nel 2015 il premio August dell’Associazione degli editori svedesi, racconta ciò che è presumibilmente avvenuto ai nostri progenitori in prossimità del lago di Tiberiade circa 54.000 anni fa. Il libro è il tentativo di mettere insieme le scoperte dei ricercatori sulla storia primitiva dell’Europa e la storia privata della sua famiglia. Per portare a termine la ricerca ha visitato dieci Paesi, letto duecento saggi scientifici e intervistato una settantina di scienziati. Lo ha fatto poiché ha capito che conoscere la storia dei propri progenitori è una componente importante per tante culture del mondo. Grazie alla mappatura del DNA ha piano piano scoperto la storia nascosta nei geni, ritornando all’epoca in cui i nostri progenitori Sapiens vivevano vicino ai Neanderthal. Attraversando l’Europa e il Medio Oriente, le Alpi, Cipro e altri meravigliosi luoghi della Terra, la Bojs ci fa incontrare gli uomini preistorici ma anche artigiani dell’età del bronzo, insomma quelli che possono essere considerati i nostri parenti lontani. Il saggio, scritto come un lungo racconto molto originale ma scientifico, diventa il modo per unire il privato di ognuno di noi alle origini della nostra specie ponendo l’accento su quanto si sia interconnessi al di là delle ideologie e delle discriminazioni razziali.

 


 

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