I narcos

I narcos

Inizi del 2006. Edward Follis si trova a Kabul, capitale dell’Afghanistan, in qualità di country attaché per gli Stati Uniti d’America. È un agente anziano della Drug Enforcement Administration, internazionalmente conosciuta come DEA. Come livello di comando ha un prestigioso GS-15, equivalente a quello di un colonnello comandante, ma, nonostante questo, non smette di fare ciò che gli riesce meglio: battere le strade e i bassifondi a caccia di indizi per catturare i pesci grossi del narcotraffico internazionale. A bordo della sua Land Rover percorre una delle zone più pericolose dell’Afghanistan, armato solamente di una carabina M4 e di una pistola Glock 9mm. I suoi uomini hanno cominciato a chiamarlo Custer, con un gusto per l’umorismo nero tipico dei poliziotti. La strada e l’azione sono un richiamo troppo forte per Follis che non ha mai diretto i suoi uomini da dietro una scrivania, che si trovasse a Los Angeles, a El Paso, Bangkok, Il Cairo o Tel Aviv. Un fenomeno globale – quello del narcotraffico moderno –, che prevede sempre di più la letale convergenza tra organizzazioni terroristiche e cartelli criminali per finanziare le proprie attività. Un binomio che accresce la pericolosità e l’efficienza di entrambe le realtà. Un’alleanza mortale a livello globale che necessita un approccio nuovo e incisivo per la lotta al traffico di sostanze stupefacenti...

I narcos, uscito in precedenza in Italia con il titolo I signori della droga sempre per Newton & Compton e intitolato nuovamente così sulla scia del successo della celebre serie omonima su Netflix, è il resoconto fedele di oltre trent’anni sul campo nella lotta al traffico di droga da parte di un agente della DEA. Un saggio avvincente come un romanzo con personaggi reali protagonisti al limite della fiction. L’autore riesce a svelare i meccanismi del narcotraffico a livello mondiale che partono dal Sud America e arrivano negli Stati Uniti, passando per il Medio ed Estremo Oriente. Follis ha avuto l’intuizione infatti che, per combattere efficacemente il traffico di droga, non bastano più solamente missioni con infiltrati su suolo statunitense ma servono vere e proprie missioni di spionaggio nei cinque continenti. Il legame fra terrorismo e cartelli della droga è infatti sempre più saldo e l’autore, nel corso delle sue missioni, è entrato in contatto con alti esponenti di Al Qaeda, Hamas o Hezbollah, tutti coinvolti nel traffico di stupefacenti per finanziare le proprie organizzazioni. Per tutti gli amanti del genere e non una lettura illuminante e a tratti sconvolgente per le rivelazioni contenute nelle sue pagine.



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