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I nazi-fascisti e le scienze del terrore

I nazi-fascisti e le scienze del terrore
Una galleria di libri introvabili (e perciò quasi sempre anche molto costosi), proibiti, scomodi, spariti o fatti sparire, emarginati, sorprendenti sull’argomento del nazi-fascismo e della Scienza ‘eretica’ in senso lato: da Come funziona la dittatura fascista pubblicato a New York nel 1926 dall’esule Gaetano Salvemini - grazie all’editore Carlo Tresca, assassinato nel 1943 in circostanze mai chiarite – al pruriginoso opuscoletto Le amanti di Mussolini, da La pazzia di Mussolini, coraggioso volumetto di sole 16 pagine uscito nel 1944 nel quale si ipotizzava che il Duce fosse da tempo preda di gravi disturbi psichici e che da questo derivassero le scellerate scelte politiche filo hitleriane, a Su Onda 31 Roma non risponde di Franco Tabasso, figlio di un importante agente segreto della Marina italiana, considerato il libro censurato del ‘900 più raro in Italia e mai pubblicato perché sequestrato dalla Polizia nel 1957 direttamente in tipografia. Ma non occorre andare troppo indietro nel tempo per trovare delle rarità editoriali: basti pensare a Bariloche Nazi, una guida turistica argentina assai sui generis, perché descrive luoghi di culto nazisti e le località nelle quali avrebbe risieduto Adolf Hitler fuggito dal bunker di Berlino e al memoriale di John Titor per la Vanity Press, introvabile pur essendo del 2003. E che dire dell’ucronico 5 anni di Governo Togliatti del 1953 o delle numerose edizioni di Mondi in collisione di Immanuel Velikovsky?
…e partiamo proprio da quest’ultimo, dal libro-feticcio del senese Simone Berni, appassionato bibliofilo cacciatore di rarità e volumi ‘maledetti’: ne possiede diverse copie e in diverse lingue, e ogni volta che mette le mani su una copia che ancora non possedeva prova una sensazione fisica, un piacere che non è solo intellettuale. Un piacere che ogni collezionista – di libri o di altro – conosce molto bene, e in un certo senso teme. Ma paradossalmente questo primo volume del tomo A caccia di libri proibiti (che in occasione della III edizione aggiornata è stato diviso in due) non è diretto esclusivamente alla nicchia dei bibliofili (e per giunta quelli interessati ai temi specifici del nazifascismo e delle teorie scientifiche più bizzarre o comunque non convenzionali): lo stesso Berni nella sua prefazione afferma di averlo scritto pensando a chi non ama particolarmente i libri. “Contiene una così grande serie di spunti, di spigolature e incursioni nel mondo dell’insolito, del fantastico e del mistero, da rendere il prodotto-libro una scusa, o poco meno, per parlare d’altro”. Sarà. Fatto sta che la lettura è appassionante a tal punto che la prima cosa che ho fatto dopo esser arrivato alla parola fine è controllare il conto on-line per vedere se potevo dedicare almeno una parte infinitesimale del bilancio familiare all’acquisto di qualcuno dei libri descritti da Berni. La risposta per la cronaca è stata no - ma non finisce mica qua, potete giurarci.