I pescatori di perle

I pescatori di perle

Nella metafisica del quotidiano, che è poi anche un elenco di idiosincrasie ritmate alla maniera di un peregrinare quotidiano, sono centrali le dimensioni dello spazio e del tempo, il loro continuo, ritmico contrarsi e dilatarsi. Proprio come l’incostante avvicendarsi del moto ondoso che talora increspa la superficie del mare e talaltra la placa. La chiara luce, che fende la distesa delle acque di Porto Haye e discende fino nei più profondi fondali, illumina uno degli scenari più incantevoli più incantevoli della natura. I pescatori di perle, ragazzi forti e tarchiati che si immergono a primavera in quel contesto di rilucente bellezza per tornare in superficie con il bottino come uccelli acquatici, sono considerati gli uomini più felici al mondo. Tale situazione diviene chiave privilegiata per lasciar vagabondare i propri sensi nell’ebbrezza dell’immersione di un nuovo immaginario da parte di un impiegato napoletano di trent’anni della Compagnia delle Angele a nome Daniele Villamaina. Le sue giornate, trascorse a far di conto e a trascrivere comunicazioni in lingua inglese, lo fanno sentire invece l’uomo più infelice al mondo. Ma ora un capitano di goletta lo ha invitato a partire per il Sura…

Esce postumo - come quasi tutta la sua produzione letteraria – e per la curatela di Pasquale di Palmo un agile volumetto di poche pagine e rapida lettura di Beppe Salvia, autore di numerosi testi in versi e prosa nato a Potenza nel 1954 e prematuramente scomparso a Roma nel 1985. Il libro è costituito dal racconto che dà il titolo al libro e da due brani inediti di breve durata ma di intensa e suggestiva prosa poetica: Berlino e Inverno. Nella difficile mistura dei due generi, l’autore ibrida la propria vena lirica con la lucentezza di una prosa tesa al limite delle sue possibilità evocative e raggiunge un equilibrio armonico pressoché perfetto, inanellando pagine allo stesso tempo intense e suggestive, raffinate e intelligenti. Da esse emerge in chiara evidenza l’originalità e il vigore della poetica di uno scrittore la cui volontà è di non cedere mai allo scoramento indotto dalla finitudine umana che pure stigmatizza, ma di utilizzare la dimensione comunicativa come la sola interrogazione possibile sul significato autentico del mondo e il potere della parola in una funzione quasi curativa e liberatoria. In una magica alchimia che ci offre la scoperta di un libro illuminante e il tributo a un autore di assoluto valore, della cui riproposta non possiamo che essere assai grati all’editore.



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