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I processi del secolo

I processi del secolo
Verona, 16 gennaio 1900: il nuovo secolo è appena iniziato ed è già lordo di sangue. In un sacco in riva all’Adige, infatti, alcune lavandaie trovano Isolina Canuti, o meglio quello che ne resta, perché il corpo della giovane è letteralmente in pezzi, e quel macello, lo si capisce subito, è opera di una mano esperta, e sicuramente c’è di mezzo un aborto. È più che probabile che il tenente Carlo Trivulzio, amante della defunta, sia implicato nel fattaccio, ma nessuno si impegna davvero per scoprirlo: meglio non vendicare una vittima (una poveraccia, per di più) che infangare il Regio Esercito. Città del Vaticano, 4 maggio 1998: il colonnello Alois Estermann, sua moglie Gladys Meza Romero e il vicecaporale Cédric Tornay vengono trovati morti. La versione ufficiale, elaborata in tutta fretta, parla di omicidio-suicidio. Molti sono però gli elementi che non quadrano, come se il presunto raptus del giovane Tornay sia servito a nascondere una verità ben più scomoda…
Isolina e gli Estermann: estremi di una lunga teoria di vittime le cui storie hanno infiammato l’opinione pubblica attraverso tutto il Novecento. Un girotondo macabro di corpi straziati, raddoppiato nello scomposto balletto dei colpevoli, folli o lucidissimi, comunque feroci e bestiali sempre, spiati con orripilata curiosità nelle aule dei tribunali. Sono 27 i fattacci che Sabina Marchesi racconta con mano esperta (alcuni famosissimi, come quello, davvero grandguignolesco, della “saponificatrice di Correggio”, o quello di Wilma Montesi, o quello di Maria Goretti), calandoli saporitamente nell’atmosfera storica e culturale in cui avvennero, seguendone gli sviluppi nelle aule dei tribunali, in quei luoghi, cioè, in teoria deputati al trionfo della verità e a rendere almeno una giustizia postuma alle vittime, e dove, però, talvolta qualcosa si inceppa, si rompe, e quello che resta è solo un brivido di impotenza e la sensazione di picchiare contro un muro di gomma. E viene da pensare che anche lo scrittore “nero” per eccellenza, quello con la fantasia più scatenata, non potrà mai competere con i casi crudelmente apparecchiati dalla vita. Inquietante.