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I sonnambuli - 1888 Pasenow o il romanticismo

I sonnambuli - 1888 Pasenow o il romanticismo

Joachim von Pasenow si sente piuttosto a disagio quando non porta la divisa militare, quella divisa che sente come “un’emanazione della pelle” e incarna tutti i suoi ideali romantici, permettendogli di resistere nell'autoimposta astinenza verso tutto quello che potrebbe tradirli. Deve però togliersela per forza perché deve recarsi con il padre in uno di quei locali con le signorine, e nella Berlino del 1888 in quei locali non è consentito presentarsi in divisa ai membri dell’esercito. E mentre il padre gli parla di un favorevole matrimonio con la ricca e bella ereditiera Elizabeth, col suo modo di fare da volgare calcolatore, vede Ruzena, la bella boema che lavora nel locale con le signorine. Certo il suo amore con Ruzena non sarà un vile, sciatto e grottesco scambio di beni e servizi: quei contatti carnali saranno sempre parte di un’estasi amorosa, qualcosa di sublime e floreale. Cionondimeno sarà un amore sbagliato, macchiato dalla trasgressione a un senso del dovere che impone a Pasenow di mettere gli occhi su quel paesaggio intravisto nel sorriso dolce e delicato di Elizabeth. In questo dubbio lacerante, chiede aiuto a Bertrand, il suo amico (il suo solo amico) intimo e repellente a un tempo, colpevole ai suoi occhi di essere uscito dall’esercito ed essersi dedicato anima e corpo al commercio, e in questo modo sprofondare sempre di più nel vuoto dell’esistenza mondana, diventando di certo l’esperto di cose terrene del quale Pasenow non può ora fare a meno...

Pasenow o il romanticismo è il primo libro pubblicato da Hermann Broch, e il primo il volume della trilogia I sonnambuli, recentemente riportato alle stampe da Adelphi. Con questo primo libro, Hermann Broch dà inizio alla sua trattazione sulla disgregazione dei valori ottocenteschi: ciascun libro è dedicato a un ideale estetico, a un modo di relazionarsi col mondo. Dopo il romanticismo infatti, Broch esplora l’anarchia, con Esch, e il realismo, con Hugeneau, giungendo a conclusioni diverse per ciascun personaggio. Tutti e tre i libri sono stati pubblicati tra il 1931 e il 1932, in quanto a materiale fittizio condividono pochissimi rimandi interni e sono ambientati ognuno a 15 anni di distanza dall’altro a partire da Pasenow, che va a prendere posto in un molle e placido 1888. Un anno i cui grandi accadimenti sembrano essere quelli che riguardano gli sconvolgimenti spirituali, quasi comici, del protagonista. Tra i lettori più noti della trilogia, andrà ricordato Milan Kundera, secondo il quale “Broch ha compreso che vi è una necessità sotterranea che orienta la Storia” anche se “egli non desidera scrivere un “romanzo storico”. Ciò che lo affascina è la forza sotterranea, invisibile, che plasma le persone e i loro pensieri. Ecco il senso del titolo, I sonnambuli”. Da un punto di vista stilistico e narrativo, si nota una certa distanza dal Broch del flusso di coscienza de La morte di Virgilio, infatti la storia di Pasenow è raccontata in un discorso raffinato, incredibilmente ricco e particolareggiato, il cui intento sembra però quello di stabilire una complicità divertita tra lettore e narratore, dando così vita a dialoghi e monologhi interiori di grande profondità in cui però si riesce sempre a leggere un rovescio comico.