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I tips di Cordelia

I tips di Cordelia

Come trovare il marito giusto? “Io vi consiglio di fare come insegna un detto orientale quando si vuole conoscere un uomo: ‘Spogliatelo – dice – delle sue ricchezze, quindi della sua posizione, poi della bellezza fisica, e se ancora in lui trovate tante qualità da poterlo amare e stimare, dite che quello è un uomo perfetto’. Ma la perfezione, si sa, non è di questo mondo”. Eh, la convivenza. Si sa quanto sia difficile, perché mette alla prova il carattere delle persone e ci sono elementi che quando entrano in contatto cozzano. A riguardo, ecco un altro consiglio di Cordelia: “Cercare di scoprire i lati deboli dei mariti”, conoscerli per poterli utilizzare a proprio favore, “Capisco che non è questa la poesia che molte donne sperano dal matrimonio, ma la miglior poesia è trovar il modo d’andare d’accordo”. E però Cordelia è anche del parere che “per il bene della società – e specialmente per quello della donna – sia decisamente desiderabile (diciamo così) che una legge simile (ndr sul divorzio) venga sancita dai nostri legislatori”. Perché ci sono donne e uomini che sopportano con pazienza e coraggio “ma non tutti possono essere eroi, e c’è chi si stanca e si ribella”. Certo, vi si dovrebbe far ricorso in casi estremi ma – aggiunge Cordelia – soprattutto le donne dovrebbero desiderare che questa legge venga finalmente approvata, “perché ci sono leggi ingiuste verso di noi e perché è ora che finalmente ne venga approvata qualcuna in nostro favore”. Ma Cordelia non ha consigli esclusivamente riguardo uomini e matrimonio; per le donne ci sono suggerimenti e riflessioni su maternità, passatempi vari come il ricamo, necessità di riordino, moda, autostima. E poi ci piace tanto il suo suggerimento affinché in ogni famiglia ci sia una libreria da cui grandi e piccoli possano attingere. “Il fatto è che un buon libro è un vero amico e, se nei momenti di gioia e in mezzo ai divertimenti non pensiamo a lui e lo lasciamo dimenticato in un angolo della nostra libreria, nelle giornate tristi, quando siamo sole e i nostri pensieri sono cupi può esserci di vero conforto, invece, e capace di rallegrarci e farci dimenticare noi stesse e i nostri fastidi”…

Il 3 dicembre 2020 la scrittrice e giornalista Valentina Ferri con suo marito Enrico Venni e insieme a suo figlio Francesco, a capo di un gruppo di under 30, debutta con Fve Editori, un progetto che definisce “di famiglia” nato in un anno particolare come è stato questo: “Il silenzio del lockdown in questi mesi mi ha permesso di ascoltarmi e di mettere a fuoco un’idea imprenditoriale che ho ereditato dai miei nonni”. Valentina, infatti, è nipote di Giorgio e Lia Pierotti Cei, “due personaggi visionari, anticipatori, protagonisti della vita imprenditoriale/culturale degli anni ’60, quelli del Dopoguerra e del boom economico, direttori creativi in una agenzia dove sono nati alcuni dei più celebri storyboard per pubblicità e sketch televisivi (ndr Vi ricordate La vispa Teresa?)”. Quello stesso spirito visionario la accomuna al cofondatore Enrico Venni che ha detto: “L’istinto è cercare di sentire più profondamente ciò che c’è nell’aria, quello che una volta si poteva chiamare ispirazione. Essere visionari in questo momento vuol dire buttare il cuore oltre l’ostacolo. Un libro è una compagnia che ti segue e che ti precede”. Una delle quattro collane della neonata casa editrice si chiama “Corsetti al rogo” e comprende narrativa e saggistica declinate esclusivamente al femminile; la prima pubblicazione è una sorta di manifesto programmatico perché è un pamphlet di piccolo formato – deliziosamente illustrato da Lucrezia Frola, una dei giovani artisti di talento chiamati a “rivalutare il libro come oggetto” – curato dalla stessa Valentina Ferri e da Emma Zenzon, autrici di due brevi ma interessanti prefazioni, che hanno selezionato alcuni brani del testo di Virginia Tedeschi Treves intitolato Dopo le nozze del 1882, nato con l’intenzione di aiutare le donne a scegliere il marito giusto e a districarsi nel complesso delle situazioni e delle relazioni post matrimoniali. Personalità assolutamente fuori dal comune, questa donna vissuta a cavallo di secolo, diretta, sagace, ironica e saggia ebbe la geniale intuizione di sfruttare gli spazi che la società dell’epoca e l’editoria offrivano alle donne agli inizi del ‘900, e quindi di dispensare consigli incredibilmente moderni e di sapore decisamente femminista attraverso riviste di moda e all’interno dei salotto mondani, riuscendo a rivendicare, con le parole usate armi, diritti che erano ancora esclusivamente appannaggio maschile. Il suo talento e la sua arguzia erano assai noti nei salotti letterari milanesi, fu autrice prolifica (soprattutto di libri per ragazzi) e giornalista con lo pseudonimo di Cordelia nel momento in cui l’industria culturale apriva le porte alle donne che scrivevano. Lo pseudonimo è il nome di una regina leggendaria della Britannia, nome reso famoso da Shakespeare nella tragedia Re Lear; nello stesso periodo in cui Cordelia firma i suoi lavori il nome viene anche utilizzato da un giornale per ragazze. Oltre a scrivere e a dirigere alcuni giornali – compreso l’antenato de “Il Corriere della Sera” – Virginia Tedeschi collaborò attivamente con la casa editrice Treves, fondata a Milano nel 1861 da Emilio Treves, una delle più importanti d’Italia fino alla chiusura conseguente alle leggi razziali del 1938. Nel 1876 la casa editrice cambiò nome in Casa Editrice Fratelli Treves, poiché entrò a farne parte anche Giuseppe, fratello di Emilio e marito di Virginia. Prima del testo rivisitato e pubblicato da Fve, Virginia aveva pubblicato Il regno della donna e nel 1916 uscì anche Le donne che lavorano, un saggio all’avanguardia che interrogava le donne dell’alta borghesia riguardo la loro condizione sociale e la reale soddisfazione derivante dal loro status. Decisamente uno spirito libero, Virginia Tedeschi Treves; non a caso fu una delle prime autrici italiane ad esprimersi a favore del divorzio come diritto fondamentale che, tra l’altro, avrebbe reso, a suo dire, anche gli uomini meno restii nei confronti del matrimonio. Legge che, per inciso, fu introdotta in Italia soltanto il 1° dicembre 1970. A proposito della scelta di pubblicare questo piccolo manuale, si legge in una delle due prefazioni: “Ciò che Cordelia scrive è un po’ come il vintage, non propriamente recente (per non dire vecchio) ma sempre alla moda, e diciamolo, decisamente meno costoso! Questa parole sono quindi l’accessorio che ogni donna può e deve avere nel suo armadio per essere sempre al passo con i tempi, se non addirittura un passo avanti. I Tips sono un must have!”. I diversi temi affrontati da Cordelia diventano suggerimenti (tips, appunto) alle donne per riflettere sui propri pensieri e comportamenti e assumere nuove consapevolezze, e il lavoro fatto per riproporre quanto del suo manuale è contemporaneo rende questo volumetto prezioso per chiunque abbia a cuore la condizione femminile e ami le scrittrici spiritose ma impegnate, soprattutto quelle capaci parlare alle donne a distanza di oltre un secolo.