Il bianco gelsomino

Lo specchio antico restituisce l’immagine di una donna diversa. Da quando si è trasferita in quella casa, Luce percepisce il cambiamento. Sorride di più, le brillano gli occhi e sente - proprio lì, alla bocca dello stomaco – quella sensazione premonitrice, indice che qualcosa di grande e sconvolgente sta per accadere. A sentire Luisa, la sua migliore amica, “è innamorata”; ma di chi, neanche Luce lo sa. Certo, Stefano ha tutte le carte in regola per essere finalmente “l’amore della sua vita”: bello, intelligente e con un ottimo lavoro; eppure, c’è sempre quella sensazione che, in fin dei conti, anche Stefano non è il principe azzurro che sta aspettando. Fino ad ora, l’unico colpo di fulmine è stato per quella casa nel cuore di Ortigia. Il terrazzino con affaccio diretto sul mare l’ha stregata fin da subito, tanto da spingerla a comprare quella casa mezza diroccata e sobbarcarsi anche tutti i costi della ristrutturazione. E poi ha trovato quello specchio, lasciato in un angolo della stanza da letto. Era bastata una passata di vernice sulla cornice di legno massiccio, per restituire l’antico splendore a quel mobile. Una superficie che ogni mattina le restituisce quell’immagine di sé stessa così radiosa e che Luce ama rimirare, anche prima di andare a letto. Senza contare che, talvolta, alle sue spalle vede quella figura. Da quando l’ha vista la prima volta, Luce ha notato che accadono alcune cose senza che lei riesca a dare una spiegazione logica, come il gelsomino bianco apparso dal nulla una sera, sul suo cuscino…

Nato da “una travagliata storia interiore” – per dirla con le parole di Giovanna Strano, autrice e dirigente scolastico – Il bianco gelsomino è un’opera che si colloca a metà tra romanzo rosa e fantasy. Protagonista è Luce, donna intraprendente e determinata a trovare il grande amore della sua vita. La vicenda parte con il trasferimento della donna nella sua nuova casa, al centro dell’isola di Ortigia; una abitazione antica e abitata da una presenza che Luce imparerà pian piano a conoscere, catturando la giovane in una spirale di sentimenti e passioni che culmineranno in un finale a sorpresa. Notevoli le sezioni dedicate a Siracusa, capoluogo originario della scrittrice e sfondo della vicenda. La città è resa sulla carta attraverso un affresco vivo e concreto, in grado di attirare sia chi non conosce la città sicula, sia chi invece ne ha padronanza, in un gioco fatto di rimandi e descrizione di precisi scorci cittadini. Molto marcato lo stile onirico che caratterizza tutto il volume, soprattutto nelle parti dedicate agli incontri tra Luce e la presenza della casa. Tuttavia, proprio come accade nei sogni, a mancare è un filo conduttore che allinei il presente con il passato. Peccato anche per il personaggio di Andrea e la vicenda a lui legata: nonostante sia centrale nell’economia del romanzo pochi sono i dettagli forniti, con il risultato di far sentire il lettore sospeso nell’attesa di una rivelazione in più che, però, tarda sempre ad arrivare.

 


 

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