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Il cacciatore di anime

Il cacciatore di anime

Angelo Crespi da ben ventitre anni ha dato un taglio netto al suo passato. Ha cambiato nome e ha cambiato luogo di residenza. Nell’ambiente era conosciuto come il cacciatore di anime, uno dei più esperti profiler di serial killer operanti su suolo italiano. La sua vita subisce però una cesura profonda quando sua figlia viene rapita e sgozzata in un’area industriale di Alzano Lombardo. Crespi non fa in tempo a salvarla e osserva inerme la cosiddetta Bestia della Val Seriana, lo psichiatra serial killer a cui sta dando la caccia da tempo, portargli via ciò di più caro abbia al mondo. Al dramma non c’è fine dato che il profiler subisce perfino un’inchiesta per avere sparato al killer cinque volte e sua moglie, non reggendo più al dolore che tutta la situazione ha provocato loro, un giorno decide di farla finita. Allora Angelo, completamente distrutto, decide di lasciare la Bergamasca e si rifugia come un eremita a Peccioli, un tranquillo paesino della Valdera, in provincia di Pisa, e parla solo con il fruttivendolo del paese. Un nascondiglio perfetto dove però il passato riesce a scovarlo. La tranquilla provincia toscana inizia a essere funestata da terribili omicidi rituali in rapida serie che ricordano delle celebri opere d’arte e quindi il capitano dei Carabinieri Mauro Rambaldi chiede al cacciatore di anime di mettersi ancora una volta sulle tracce di uno spietato assassino…

De Marco spiazza tutti con questo romanzo e ambienta questo suo ottimo thriller nella placida provincia toscana, in quel di Peccioli. Un luogo caro all’autore dato che Il cacciatore di anime è dedicato proprio a questa ridente cittadina in provincia di Pisa e alle “splendide persone che ci abitano”. Un thriller ad ampio respiro che sembra la sceneggiatura di un grande classico di Hollywood, à la Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen. I personaggi dal passato travagliato e dalle mille incertezze che si muovono all’interno della trama hanno un notevole spessore e rapiscono il lettore con le loro riflessioni, le loro debolezze, i loro segreti e i loro tormenti interiori. Fin dal prologo che ha l’effetto di un pugno nello stomaco, la scrittura scorrevole e diretta di De Marco terrà incollati alle pagine i lettori fino al sorprendente “doppio” finale, con un epilogo che rappresenta un colpo di scena nel colpo di scena.