Il calcio in 100 parole

Si parte con la A di AIA, l’Associazione Italiana Arbitri, settima componente della FIGC. Si tratta dell’organismo federale che si occupa di reclutamento, formazione, gestione dell’intero settore arbitrale italiano. Fondata in un ristorante – l’Orologio di Milano – nel 1911, l’AIA ha fondamentalmente il compito di designare gli arbitri per tutti i campionati svolti in Italia. Passiamo alla C di Catenaccio, lo schema tattico in voga per lo più dagli anni ‘40 ai ‘70, la cui origine si fa risalire al tecnico Karl Rappan durante il suo mandato nella squadra svizzera del Servette. Lo schema prevede tre difensori - due terzini e uno stopper – dediti al solo compito difensivo, a cui generalmente si associa un libero. Rappan grazie al suo catenaccio riuscì ad eliminare i tedeschi al primo turno del campionato del mondo del 1938, giungendo con la sua piccola Svizzera fino ai quarti di finale, cedendo solo all’Ungheria, futura finalista. Si passa ovviamente per la P di Pallone, lo strumento primo del gioco del calcio, la cui circonferenza regolamentare si aggira tra i 68/70 centimetri con peso di 410/450 grammi; per la R di Rabona, lo spettacolare colpo grazie al quale si colpisce la palla spostando il piede calciante dietro quello di appoggio; o la T di Trivela, altro colpo spettacolare di derivazione sudamericana che consiste nel colpire il pallone con le ultime tre dita del piede dando allo stesso un effetto imprevedibile per i portieri; fino alla U di Ultras, i gruppi organizzati di tifosi particolarmente devoti alle squadre di appartenenza, spesso negli anni legati a frange più estremiste, tra cui le più note sono gli hooligans protagonisti negli anni ‘80 di violenti scontri con altri gruppi rivali o con le forze dell’ordine; per terminare con la Z di Zona, l’impostazione tattica che libera i giocatori dalla marcatura a uomo preoccupandosi solo di presidiare le zone di campo dove si sviluppa il gioco. Noti gli esempi in Italia della zona del Pescara di Galeone ma soprattutto del Milan di Arrigo Sacchi capace di dominare in Italia e in Europa negli anni ‘90…

Un Bignami sul gioco del calcio attraverso cento definizioni, questo in sostanza il compendio di Alberto Castellano, scrittore e critico cinematografico che arricchisce la collana ‘100 parole’ della casa editrice Gremese. Un volumetto agile e tascabile, un vero e proprio dizionario della lingua pallonara da consultare alla bisogna sia per appassionati in cerca di curiosità o approfondimenti sulla materia, che per neofiti che vogliano finalmente scoprire di cosa si parla quando si inveisce per un fuorigioco o si esulta per un cucchiaio, un tap-in, una sforbiciata o ci si azzuffa davanti al famigerato VAR.

 


 

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