Il Cavaliere del Grifone

Il Cavaliere del Grifone

Nell’estate del 1298, il giovane e intraprendente Bino, secondogenito della casata degli Abati del Manlia, signori di Batignano nella Maremma, raggiunge Siena per prendere parte a un torneo d’arme organizzato dalla potente famiglia di banchieri Bonsignori. Nel caos dei festeggiamenti cittadini, Bino ha il privilegio di incontrare il capostipite della casata senese Filippo e sua sorella Elena, i quali si rivelano immediatamente cordiali e amichevoli nei suoi confronti. Stregato all’istante dalla stupefacente bellezza della giovane Elena, alla quale è stato dato l’incarico di consegnare il premio in denaro al vincitore del torneo nella categoria della mischia, Bino si ripromette di trionfare nella competizione al solo scopo di poterla rivedere ancora una volta da vicino. Anche grazie a una serie di eventi fortuiti e a qualche piccolo aiuto ricevuto dal cavaliere di ventura Cecco e dalla sua truppa, Bino riesce a ottenere la vittoria battendo in un combattimento individuale il temibile Guidone di Mino di Graziano. Una volta riscosso il premio dalle mani di Elena, Bino ha l’opportunità di passare qualche ora con lei prima di rincasare, rivelandole il proprio sentimento e la volontà di prenderla in moglie. Il ragazzo è però conscio del fatto che i pessimi rapporti politici e commerciali tra Siena e la Maremma renderanno difficile da parte di suo padre Guccio accettare un matrimonio con una Bonsignori. Gli Abati del Manlia rappresentano, infatti, uno degli ultimi baluardi contro la prepotenza senese, esigendo una pesante tassa sulla circolazione delle merci sul loro territorio. Bino non è consapevole che il seme di un terribile piano ordito da Filippo Bonsignori per ripristinare il nome della propria casata ha iniziato a germogliare e presto darà alla luce i suoi mortali frutti…

Negli ultimi anni, il romanzo storico ad ambientazione basso medioevale è sicuramente stato soppiantato dal più commercialmente appetibile genere fantasy. Leggendo la romanzesca ricostruzione delle vicende socio-politiche che caratterizzarono la Toscana dell’inizio del XIV secolo di Alessandro Spalletta, giovane scrittore grossetano alla sua prima opera, ci si rende però conto di quanto ottimo materiale si disponga pescando dalle nostre radici culturali. I punti di forza de Il Cavaliere del Grifone sono, infatti, innegabilmente la sua trama ricca di intrighi, l’azione e i suoi personaggi dotati di grande spessore. Elementi sapientemente rimaneggiati ma che comunque, come spiegato dall’autore in appendice al romanzo, hanno quasi tutti “camminato sulla nostra terra”. Nonostante molti echi riconducibili all’ingombrante Game of Thrones e dinamiche “bene contro male” in stile Star Wars, lo stile narrativo di Spalletta, lineare e scorrevole (a tratti ancora acerbo), pressoché privo di filler, rende questo romanzo un’opera principalmente proiettata alla rievocazione storica di una parte del nostro Paese. L’autore amministra ottimamente il patrimonio di fatti e personaggi, ottimizzando anche quegli aspetti nozionistici che potrebbero risultare dispersivi ai fini del racconto, ottenendo un risultato capace di catturare l’attenzione, predisponendo alla lettura tutta d’un fiato. Stilisticamente c’è sicuramente ancora della strada da fare, ma la direzione presa da Alessandro Spalletta è di certo molto promettente.



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