Il centenario che voleva salvare il mondo

Il centenario che voleva salvare il mondo

Se il centesimo compleanno ha messo a soqquadro la pacifica Svezia, per il centunesimo Allan Karlsson si dà parecchio da fare affinché sia memorabile come quello dell’anno precedente. Ritroviamo Allan dove l’avevamo lasciato, a Bali, intento a dedicarsi ai festeggiamenti per il suo centunesimo compleanno con il fidato complice Julius: vola tranquillo su una mongolfiera quando è costretto a un ammaraggio d’emergenza nel mezzo dell’oceano. Come spesso gli accade, questo inconveniente non gli fa perdere né la speranza né il buon umore: infatti di lì a poco passa una nave nordcoreana che trasporta clandestinamente uranio per conto di Kim Jong-un e il salvataggio è servito. I due però vengono fermati con l’accusa di spionaggio, attività ben cara ad Allan, il quale, dopo lo sbarco, si finge uno specialista di tecnologia nucleare per riuscire a fuggire con una valigetta dal contenuto esplosivo. Dopo varie peripezie si ritrovano al centro di una spaventosa crisi diplomatica che coinvolge l’America, l’Europa e perfino l’Africa: non mancano quindi gli incontri con Angela Merkel e Donald Trump, con un truffatore indiano e un taxista masai, con una venditrice di bare, con un neonazista, frequentano una spia con la passione per gli asparagi…

Dopo il primo fortunato romanzo (Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve) Jonas Jonasson, autore svedese che da anni vive però stabilmente in Svizzera, si cimenta nella “seconda puntata” della saga di Allan Karlsson, fatta di avventure esilaranti e storie private che banalmente si intrecciano con la Storia di tutto il mondo: se nella prima puntata c’erano di mezzo i protagonisti della seconda guerra mondiale e della guerra fredda, in questo divertente secondo capitolo il centenario incontra gli uomini più potenti del mondo, dai quali Allan ha deciso di salvarci. Si tratta di un’impresa per lui tanto banale, quanto per noi sarebbe impossibile, ma sappiamo bene come ancora più difficile sarebbe impedire al centenario di agire, parlare e pensare liberamente all’interno degli schemi dell’ordinarietà. Perché di fronte alla banalità del male c’è l’ingenuità e l’altruismo di Allan, la sua incapacità di essere cattivo e malizioso, la sua disponibilità: Allan è pronto in tutti i momenti a stupirci per la sua capacità di trasformare un Evento nell’evento di tutti i giorni. Così questo libro parla di come un centenario possa dialogare tranquillamente con i leader politici che determinano le sorti del mondo e come è necessario provare a far cambiare loro idea in modo da salvarlo questo mondo. La caratteristica dei due romanzi che hanno come protagonista Allan Karlsson scritti da Jonasson è proprio la semplicità con la quale riesce a raccontare la quotidianità, facendoci sembrare l’attualità nulla più che un’avventura che tutti possiamo condurre e modellare secondo le nostre capacità, perché alla fine la vita è una sola e va vissuta, assaporata, goduta fino in fondo, anche quando abbiamo più di cento anni.



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