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Il club degli ultimi

Un figlio torna da scuola e, come al solito, getta all’ingresso lo zaino biascicando un “ciao” prima di ingollare in fretta e furia un po’ d’insalata e un po’ di pane. Due genitori, un padre e una madre, osservano i movimenti del figlio provando a estorcergli qualche informazione su come sia andata la giornata scolastica ma ricevendo in cambio solo mugugni veloci che potrebbero significare tutto e niente. A un certo punto, Lorenzo, il padre, coglie l’attimo e domanda al figlio se sia lui il ragazzo comparso sulla foto del giornale intento a sorreggere un cartello tra le mani e a marciare nella manifestazione “Fridays for future”. A quella domanda il ragazzo pare sorridere per la prima volta e, lanciando uno sguardo al giornale, ammette di essere proprio lui. I genitori sono stupiti di questo improvviso interesse per la politica considerato che dall’età di dodici anni il loro ragazzo aveva confessato più volte di non capire nulla di questioni politiche. Tuttavia il padre è felice di questo coinvolgimento in questioni sociali e resiste alle obiezioni di sua moglie circa il fatto che si trattasse solo di un modo per saltare la scuola. Il dialogo dura però poco, anche se è stato in effetti uno dei più lunghi tra loro nell’ultimo periodo, perché in men che non si dica il ragazzo prende il suo cellulare, si infila le cuffie nelle orecchie e va a chiudersi in camera sua tagliando i genitori, gli adulti, fuori dal proprio universo. È così che, escluso dai pensieri del figlio, Lorenzo matura la decisione di raccontare a questi il proprio passato e lo sfondo sociale nel quale esso si è dipanato: quegli anni Ottanta pieni di passione, contraddizioni e fermento. Quegli anni Ottanta dove lui e i suoi amici si sono sentiti così diversi dal resto dei ragazzi perché non allineati alle rigide regole sociali e convenzionali dell’epoca tanto da creare il così detto “Club degli ultimi”...

Gianluca Ales, giornalista di SkyTg24, scrive un romanzo divertente e pieno di spunti di riflessione in cui un’epoca importante e irripetibile, gli anni Ottanta, diviene non solo sfondo ma anche materia narrata e pulsante. L’intero romanzo alterna riflessioni sul presente e sul passato, sui limiti e i problemi dei ragazzi di ieri e di oggi e ruotanti in ogni caso attorno al difficile tema della ricerca della propria identità. La voce narrante ha fatto parte di un gruppo di ragazzi molto diversi dallo standard proprio dell’epoca della loro gioventù, nella quale occorreva primeggiare, essere alla moda, apparire. Un gruppo di ragazzi che ha saputo tuttavia attraversare indenne un decennio cruciale per le sorti del Paese e che adesso sente, tramite la voce di Lorenzo, l’esigenza di raccontare e mettere in campo tutta la propria esperienza nell’indicare ai giovani di oggi che essere ragazzi è un compito difficile in ogni epoca. Con una scrittura asciutta e ricca di dialoghi Il club degli ultimi mette in scena un conflitto-confronto generazionale e lo fa tramite la voce di un padre che sente di voler dare tutto se stesso - compresi i propri ricordi e i propri dolori – a suo figlio. Si tratta quindi di un’opera particolarmente adatta ai genitori di oggi che se da una parte saranno portati a rivivere momenti che hanno segnato anche la propria storia e la propria vita, dall’altra non potranno fare a meno di rivedere in queste pagine la difficoltà di essere genitori di adolescenti in questo ventunesimo secolo.